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Matteo Salvini

Salvini in Calabria, fischi e contestazioni

Salvini in un solo giorno ha visitato Lamezia Terme, Crotone, il centro Cara di Isola Capo Rizzuto e Catanzaro. Critiche alla Regione, alla gestione dei rom ma anche progetti per il futuro nonostante gli slogan contrari

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Non è stata una giornata facile per Matteo Salvini, leader della Lega, che giovedì ha fatto tappa in diverse città della Calabria per il suo tour elettorale che da qualche tempo sta toccando tutte le regioni del Sud Italia nelle quali il partito vuole rialzare la testa per diventare la prima forza di centrodestra in Italia.
A Lamezia Terme ad accoglierlo davanti all’hotel in cui ha parlato c’erano striscioni di contestatori che gli ricordavano il suo passato con slogan come ‘I terroni non dimenticano’ oppure ancora ‘Meglio una vita da clandestini che un’ora da Salvini’. Ma lui ha tirato dritto illustrando la sua ricetta anche per la Calabria: “Sono qui per salvare questa regione che ha dei record di disoccupazione giovanile e femminile che è ormai al 65%. La Calabria va bene gestita da Roma o da Bruxelles? Perché se va bene così com’è, io non servo”.
Al segretario della Lega è stato anche chiesto conto dei rapporti tra la vecchia dirigenza del partito e la ‘ndrangheta scoperti dall’inchiesta della Dda di Reggio Calabria sull’ex tesoriere del partito Belsito: “Io non faccio il giudice e la Lega ha cambiato tutto quello che poteva. Sono soddisfatto del fatto che la Lega stia volando nei consensi perché ha avuto la forza di cambiare”. Ora lui vorrebbe cambiare la politica dell’accoglienza dei migranti, tanto che in Calabria ha visitato prima Crotone con la sua stazione ferroviaria che ne ospita diversi: “Questa non è una accoglienza degna da esseri umani: vorrei che vedessero questa situazione i vari Boldrini e Grasso per rendersi conto se questa per loro è accoglienza E’ una follia che da questa stazione passino solo due treni al giorno, con la conseguenza che circa 150 senza fissa dimora dormono sui binari. Il ministro del Trasporti cosa ci sta a fare? Conosce tutto questo?”. Poi il centro Cara di Sant’Anna ad Isola Capo Rizzuto che ospita oltre 1500 immigrati. Anche qui contestazioni che non l’hanno scalfito: “I contestatori? Li amo. Ognuno può contestarmi come vuole, ma se uno mi dà del mafioso, soprattutto qui in Calabria, dico che deve andarlo a dire a sua madre o a chi ha governato la Regione in questi anni, non certo a me”. E sul Cara di Isola Capo Rizzuto ha proseguito: “La politica del Governo sull’immigrazione è demenziale: questo centro che ho potuto visitare oggi è gestito bene, ma rappresenta un non senso. Non possono essere necessari nove mesi di attesa per riconoscere che quanti arrivano sono al 70% degli immigrati clandestini. Oggi qui ci sono 1.200 presenze per un business di venti milioni di euro nell’arco di un triennio, sono soldi che io spenderei per aiutare i calabresi in difficoltà”. E ancora: “I campi rom abusivi vanno rasi al suolo e su questo non cambierò mai idea. Si deve dare l’opportunità a chi ha voglia di integrarsi. Al posto dei campi rom farei un parco giochi per bambini. Se i rom sono nelle case popolari lecitamente è un conto, ma se ci stanno illecitamente vanno buttati fuori”.
La Calabria secondo Salvini ha ottime potenzialità: “Un potenziale turistico incredibile ma se non si arriva in spiaggia è impossibile lasciare soldi in Calabria dove, ad esempio, per arrivare da Milano in treno è più difficoltoso che arrivare a New York. C’è bisogno di una Calabria normale che perda la maglia nera dei record e c’è tanta strada da fare. Il Sud sta morendo, c’è bisogno dell’autodeterminazione dei popoli che devono scegliere da chi farsi governare e la Calabria può autogestirsi e autogovernarsi senza passare da Roma che spesso ti frega”.
Ma anche i politici calabresi sono finiti nel mirino per la vicenda dei rimborsi facili: “Ora questa regione mi fa vergognare di essere italiano. Se la giocano tra Calabria e Sicilia a chi perde più assessori. Non pensavo che la Regione Calabria funzioni con un assessore e un presidente, si tratta di un record storico e in un Paese normale si andrebbe a votare in autunno”.
Ultima tappa a Catanzaro, per una giornata intensa nonostante fischi e contestazioni.

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