«Subito un piano contro la migrazione formativa», per l’ordine di Cosenza “Troppi giovani calabresi sono ancora costretti a trasferirsi fuori regione per specializzarsi nelle professioni sanitarie”
Importante passo in avanti per il futuro delle professioni sanitarie in Calabria. Nella giornata di oggi, la Terza Commissione “Sanità, attività sociali, culturali e formative” del Consiglio Regionale, presieduta dall’ingegnere Angelo Brutto, ha ascoltato in audizione ufficiale una delegazione dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM e PSTRP) della provincia di Cosenza.
A rappresentare l’istituzione erano presenti il Presidente Antonio Venturo, il segretario Bosco Rosina e il Vicepresidente Andrea Rizzo.
Un macro-ordine strategico per il sistema sanitario
L’incontro si è delineato sin da subito come un confronto fortemente proficuo. Il Presidente Venturo ha introdotto alla Commissione la complessa e articolata realtà dell’Ordine, un vero e proprio “macro-ordine” che racchiude sotto la propria egida ben 18 professioni sanitarie (dai tecnici di radiologia e laboratorio ai fisioterapisti, logopedisti, igienisti dentali e tecnici della prevenzione). Venturo ha voluto rimarcare con forza il ruolo cruciale e insostituibile che queste figure ricoprono quotidianamente nel panorama del Sistema Sanitario Nazionale e, nello specifico, in quello regionale calabrese.
Il nodo cruciale: fabbisogno formativo e università calabresi
Il cuore del dibattito si è concentrato sulle attuali e stringenti criticità legate al fabbisogno formativo universitario. Il Presidente Venturo ha evidenziato come l’attuale offerta didattica della regione non sia pienamente allineata alle reali necessità del territorio.
Da qui, la richiesta formale presentata alla Commissione Sanità di intervenire su due fronti cruciali:
- Potenziare i corsi esistenti: Incrementare il numero di posti disponibili per le professioni sanitarie già attive negli atenei calabresi.
- Introdurre i corsi assenti: Integrare i piani di studio universitari inserendo quelle discipline sanitarie che da anni risultano totalmente scoperte in Calabria.
L’obiettivo: stop ai “viaggi della speranza” per gli studenti
L’obiettivo politico e sociale della proposta è chiaro: frenare la migrazione formativa. Troppi giovani calabresi sono ancora costretti a trasferirsi fuori regione per specializzarsi nelle professioni sanitarie.
«Dobbiamo dare più forza alle nostre strutture sanitarie regionali – ha sottolineato la delegazione dell’Ordine – e il modo migliore per farlo è formare professionisti altamente specializzati direttamente qui, in Calabria, offrendo loro un percorso completo e la possibilità di investire le proprie competenze sul territorio.»
Il Presidente della Commissione, Angelo Brutto, ha accolto con estremo interesse le istanze presentate, mostrando apertura verso un percorso di dialogo volto a valorizzare il capitale umano della sanità calabrese e a potenziare la rete formativa locale.

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