Ogni anno seimila cittadini rinunciano alle cure nell’ASP; il documento critico chiede il potenziamento immediato di Case della Comunità e centrali operative.
PREMESSA.
Il nostro Comitato che ha come principale obbiettivo la difesa dell’Ospedale dell’Annunziata, è naturalmente interessato a tutte le strutture che nel territorio hanno da una parte l’obbiettivo di ridurre i ricoveri impropri, dall’altra quello di prevenire e curare le malattie croniche. Le strutture dedicate a questo compito sono dislocate in tutto il territorio dell’ASP, cioè in tutta la provincia. Esse sono le Case della Comunità, che dovrebbero essere 22 e non 16 come scritto nel Piano Aziendale, gli Ospedali di Comunità, nel numero di 7. E’ importante sottolineare che ogni anno 6000 cittadini rinunciano alle cure.
ORGANIZZAZIONE.
Deve prevedere che tutte le strutture funzionino 24 ore al giorno, utilizzando eventualmente i medici della Continuità Assistenziale che, di regola , svolgono orario notturno, ma possono svolgere anche orario diurno. Risulta strano che l’Accordo raggiunto pochi giorni fa fra l’Azienda Sanitaria Provinciale e i medici di Medicina Generale, abbia escluso gli Specialisti Ambulatoriali e gli Infermieri attraverso le loro organizzazioni sindacali, anche perché queste figure professionali fanno parte integrante delle strutture territoriali.
FUNZIONI.
I ricoveri impropri sono circa il 30% del totale. Essi si possono ridurre intercettando la domanda di salute che proviene dal territorio, in modo da prendere in cura solo le malattie croniche. In questo contesto è altrettanto importante ridurre le liste di attesa che sono fra le più lunghe della Calabria; si possono ridurre individuando quali siano le discipline ospedaliere che hanno maggiore domanda, implementando le attrezzature tecnologiche discernendo le patologie acute da quelle croniche. Solo così si potrà ridurre il grave fenomeno dell’emigrazione sanitaria che, in Calabria, conta più di 300 mila persone all’anno; tra queste la metà delle donne affette da tumore maligno della mammella. Gli Ospedali di Comunità, oltre ad avere il compito di prevenire i ricoveri impropri hanno anche la funzione di realizzare le dimissioni protette, cioè di monitorare i pazienti dimessi dall’Ospedale. Questo tipo di strutture possono avere dai 20 ai 40 posti letto; ovviamente non possono diventare strutture di lunga degenza. Nelle strutture territoriali sarà molto importante la telemedicina, ma altrettanto importanti saranno le visite domiciliari, per cui è fondamentale implementare l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata). In questo contesto una funzione indispensabile è a carico delle Centrali Operative Territoriali che sono previste nel numero di 7, ma sono state solo citate nell’Accordo di cui abbiamo già parlato. Gli operatori di queste strutture dovranno smistare i pazienti o verso l’Ospedale, o verso una Casa della Comunità, o verso un Ospedale di Comunità e prevedere anche le visite domiciliari. Dunque le Centrali Operative Territoriali sono il fulcro di questo sistema.
PREVENZIONE.
I LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), per la prevenzione, non raggiungono la soglia prevista dalla normativa. Gli screening oncologici dei tumori maligni della mammella, del collo dell’utero e del colon, sono in alto mare. Alcuni screening neonatali come l’Atrofia Muscolare Progressiva Spinale, vengono eseguiti attraverso una convenzione con la Regione Campania. La mortalità infantile (nel primo anno di vita) è fra le più alte della Calabria. Occorre istituire nuovi punti nascita e riattivare i consultori materno-infantili. Lo studio della mortalità ci può dire quali siano le patologie più frequenti per impostare interventi mirati di prevenzione.
PROPOSTA CONCLUSIVA.
Per concludere è necessario istituire i Comitati Consultivi Misti già previsti dal Decreto Legislativo n.502/92: consentire la presenza a livello dirigenziale delle associazioni esterne per avanzare proposte provenienti dal territorio e per verificare e controllare le decisioni dell’Esecutivo. Nel corso di 33 anni questa proposta è stata ripetutamente richiesta ma mai attivata, fino ad arrivare al Decreto della Giunta Regionale della Calabria dell’11 settembre 2025. Oggi l’Organismo viene definito “Coordinamento Unico Aziendale”; non si può più aspettare, deve essere istituito al più presto possibile.
CDA
COMITATO PER LA DIFESA DELL’ANNUNZIATA
Carlo De Gaetano

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