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Sciopero dei bancari: “Tutele contrattuali e più credito alle famiglie”

Sono  312 mila, i lavoratori degli istituti di credito in sciopero per l’intera giornata non solo per il mancato accordo con ABI ma anche per una banca più vicina alle famiglie

Lo sciopero avviene all’indomani della rottura con Abi, delle trattative di rinnovo del contratto nazionale, ed è stato approvato anche dai lavoratori bancari che nel corso delle assemblee – svoltesi nelle varie filiali – si erano espressi all’unanimità a favore della mobilitazione.

ABI
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La protesta è legata al “contratto collettivo nazionale di categoria” che l’Abi (associazione bancaria italiana) vuole disdettare in anticipo nel prossimo mese di aprile. Un provvedimento, questo, senza precedenti in nessun altro settore.

I banchieri vogliono tenere sotto pressione i salari,tagliando gli scatti di anzianità,  e concedendo aumenti della retribuzione nell’ordine dell’1,85% contro il 6% circa richiesto dalle sigle dei lavoratori, che consentirebbe di recuperare l’inflazione dell’ultimo triennio. Inoltre, l’Abi intende rafforzare notevolmente la contrattazione di secondo livello, cioè gli accordi di lavoro stipulati nelle singole aziende, depotenziando invece quelli siglati a livello nazionale dai sindacati di categoria

I lavoratori del credito, incrociano le braccia anche per rivendicare la necessità di un nuovo modello di banca al servizio del Paese. Un servizio che sia più vicino alle famiglie italiane, alle piccole e medie imprese del territorio, contro quello attuale, che invece privilegia erogazione di credito prevalentemente ai grandi gruppi industriali.

L’obiettivo dell’Associazione Bancaria Italiana, è quello di smantellare il contratto nazionale di categoria, e le tutele contrattuali vigenti, sostituendolo con contrattazioni  “azienda per azienda”, che però creerebbe un’enorme disparità di trattamento economico tra i lavoratori, facilitando le condizioni per ulteriori e selvaggi tagli ai posti di lavoro, dopo i 68 mila già eliminati negli ultimi 15 anni.

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