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Scuola, i docenti vogliono tornare a Napoli e Cosenza

Le due città guidano la classifica delle domande di ritrasferimento da parte di insegnanti che avevano accettato di lavorare in altre regioni

Le nove regole per la mobilità dei docenti hanno prodotto un fenomeno che va analizzato attentamente. Perché i giovani insegnanti, almeno sino ai 50 anni, non hanno problemi a rientrare al Sud dopo aver fatto qualche anno nelle scuole del Nord mentre gli Over 50 difficilmente si spostano dal Nord, forze perché ormai si sono fatti una posizione e una vita.

Scuola, i docenti vogliono tornare a Napoli e Cosenza
Scuola, i docenti vogliono tornare a Napoli e Cosenza

I dati raccolti da ‘VoglioIlRuolo’ ed esaminati in collaborazione con il sito di settore OrizzonteScuola parlano chiaro: a Napoli più della metà delle domande di ingresso arrivano da docenti originari del posto, ossia 267 sulle 441 totali mentre a Roma (43 su 340) e Milano (33 su 153)invece il numero è decisamente minore. E subito dietro il capoluogo campano troviamo Cosenza con 158 rientri su 246 domande totali, seguita da Bari (153 su 239) e Catania (153 su 348). E ancora gradimento molto alto per Salerno (127 ritorni su 165 domande totali), Palermo (119 su 288), Reggio Calabria (110 su 141) e Lecce (108 su 129).

Un fenomeno cha ha diverse spiegazioni. Evidentemente negli anni passati da Napoli e più in generale dalle regioni meridionali sono emigrati molti più insegnanti rispetto a Roma o altre grandi città del Nord e del Centro Italia e quindi la voglia di tornare è minore in percentuale. Il numero di chi oggi ha chiesto di spostarsi facendo ritorno alla terra d’origine sale decisamente nella fascia 40-50 anni ancora più che tra i giovani.

La spiegazione più logica sta nel fatto che in queste fasce di età spesso si verificano gli ingressi in ruolo. La media per firmare un contratto a tempo indeterminato è attorno a 45 anni e si chiede il trasferimento a 50.

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