Ritardi nelle nomine degli insegnanti che dovrebbero tappare i buchi dietro alle cattedre. Non è la prima volta e a pagare sono solo loro, oltre che gli studenti

Succede con puntualità anche a Cosenza e nel suo territorio che è vastissimo. Solo questa mattina infatti sono state indette le convocazioni dei docenti per l’anno scolastico in corso, partendo dai precari di terza e quarta fascia chiamati alla scuola San Martino mentre domani sarà il turno degli insegnanti che partecipano all’assegnazione annuale di una cattedra nelle scuole della provincia cosentina.
Tutti incarichi che potevano essere decisi prima, per non penalizzare gli allievi. Lo dicono chiaramente le associazioni di categoria, come il Comitato Docenti Precari e di Ruolo Calabresi per bocca di Maria Fortino: “Non sappiamo perché ci siano questi ritardi nel nominare i docenti che dovranno andare ad insegnare nelle aule, soprattutto oggi che le scuole sono già aperte. A Cosenza e provincia ogni anno è così e ritardi sono motivati con le comunicazioni che non arrivano.
Il dato certo è che o docenti precari, arriveranno in classe ad ottobre, percependo uno stipendio ridotto. E’ una situazione grave sia per gli studenti che non hanno i loro insegnanti in classe, sia per i docenti che non hanno ed aspettano un luogo dove andare a lavorare”.
E la riforma voluta dal governo Renzi è contestata fortemente dagli insegnanti che non sono convinti delle nuove graduatorie e degli scatti di anzianità sempre più dipendenti dai giudizi dei dirigenti scolastici e non dai loro anni di lavoro.
Intanto però anche a Cosenza è caso, tanto che il 10 ottobre studenti e insegnanti scenderanno in piazza chiedendo maggiori tutele sia per il diritto allo studio che del lavoro.
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