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Sfortuna? Arbitri? Questo Cosenza non ha bisogno di alibi

Cinque vittorie e due pareggi nelle ultime sette giornate: è questo lo score recente del Cosenza, una sequenza di partite senza vittorie che è diventata difficile da interrompere.

E purtroppo non è finita qui: la squadra rossoblu non va a segno in campionato da quasi 4 partite, 315 minuti per l’esattezza. L’ultima gioia nel derby casalingo con la Reggina, il calcio di rigore realizzato da Bruccini. E ancora: il gol su azione manca dalla trasferta di Catania, marcatore sempre il centrocampista ex Lucchese, e in questo caso i minuti salgono a 380.

Gennaro Tutino in azione ieri (ph. IlCosenza.it)
Gennaro Tutino in azione ieri (ph. IlCosenza.it)

Risale invece alla notte dei tempi l’ultima realizzazione di un attaccante, coppa esclusa: 23 dicembre 2017, Cosenza-Monopoli terminata 2-0, rete del vantaggio realizzata da Gennaro Tutino. Dati e statistiche impietosi, che puniscono i silani oltre i loro reali demeriti.

Ci sono anche delle attenuanti, e non sono poche. 1) La falsa partenza della breve era Fontana ha costretto ad una rincorsa senza precedenti, è normale che molti elementi ora siano spremuti e bisognerà attendere il rush finale per rivedere brillantezza e tonicità nei muscoli dei calciatori rossoblu.

2) La sfortuna: non si può essere perfetti, anche una difesa estremamente attenta e ben registrata ha qualche sbavatura, venire castigati alla prima incertezza non rende sempre giustizia alla prestazione complessiva dei lupi. 3) Le topiche arbitrali: è innegabile che le discutibili decisioni di Proietti di Terni abbiano influito sulla mancata qualificazione di Corsi e compagni alla finale di coppa, così come è palese che ieri Amabile di Vicenza non sia incappato nella sua migliore giornata.

No, non vogliono e non devono essere degli alibi: lo sa bene la squadra, lo sa bene Manuel Pascali, mai banale nelle sue dichiarazioni: “Credevamo fosse fuorigioco e invece ci siamo mossi male noi”. L’esperto difensore rossoblu, nel voler quasi discolpare la terna arbitrale da eventuali errori di valutazione sulla posizione di partenza di Saraniti in occasione del gol vittoria, lancia un segnale a tutto l’ambiente. Come a dire: “Pensiamo a noi e ai nostri errori senza dare la colpa agli altri”.

Manuel Pascali (ph. IlCosenza.it)
Manuel Pascali (ph. IlCosenza.it)

L’organico messo su in questa stagione avrà delle lacune tecniche ma ha carattere e sa caricarsi sulle spalle il peso delle responsabilità. Il paragone con la rosa dello scorso anno è presto fatto: i risultati ad oggi sono simili, c’è però un abisso tra l’apatia e il disinteresse di 365 giorni addietro e la grinta odierna.

Questo basta per garantirsi la stima dei tifosi: chi dice il contrario, chi grida al tradimento e accusa i calciatori di non sudare la maglia è pesantemente fuorviato dalla comunque comprensibile delusione per l’attuale mancanza dei risultati.

Immagine di copertina dell’articolo IlCosenza.it.

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