Giudicare l’operato di un ds al calciomercato credo sia uno dei compiti più difficili e pericolosi da compiersi. Si corre sempre il rischio di incappare in brutte figure perché alla fine, per quanto si può essere esperti di calcio, si finisce per giudicare sul passato e solo in base ai nomi. Eppure l’esercizio dovrebbe essere ben più complesso: innanzitutto il giudizio andrebbe tarato in base al contesto in cui si opera. E sappiamo tutti che lavorare a Cosenza non è mai semplice con i budget più o meno risicati forniti, specialmente quest’anno dopo i ben noti problemi dirigenziali che hanno portato anche alla pesante penalizzazione di quattro punti in classifica proprio a poco più di ventiquattr’ore dal gong! Inoltre bisognerebbe anche vagliare il criterio di assemblaggio della rosa, le acquisizioni a titolo definitivo e le relative lunghezze dei contratti. E allora, se forse a livello di nomi a tanti viene da storcere un po’ il naso, è pur vero che Del Vecchio ha portato tanti calciatori giovani su cui poter costruire il futuro. Certo se si confronta la rosa con quella dello scorso campionato è evidente come dodici mesi fa ci fosse più soddisfazione ed entusiasmo. C’erano nomi che facevano ben sperare, non ultimi gli innesti finali di Forte e Canotto. Nomi rispetto ai quali Strizzolo e Ricci fanno un po’ impallidire però è anche vero che conosciamo tutti come è andata a finire la storia lo scorso anno.
Fatte queste debite premesse, andiamo ad analizzare nel dettaglio la rosa. Nulla da dire sui portieri dove è rimasto Micai che è una garanzia e al quale sono stati affiancati
Vettorel e il giovane Baldi. È rimasto anche Lai ma verosimilmente non rientrerà in lista per questioni numeriche.
Per la linea difensiva, dopo aver parlato a lungo di un difensore di esperienza per rimpiazzare il partente Meroni, le prestazioni di Hirstov e dei nuovi Caporale e Della Mura hanno convinto Alvini e quindi si è deciso di non intervenire ulteriormente negli ultimi giorni di mercato. Camporese sarà senza dubbio il perno centrale che garantisce l’esperienza necessaria. Per quanto riguarda i braccetti a sinistra ci sono Caporale e Dalle Mura, che all’occorrenza possono anche giostrare da centrali. Così come può farlo Venturi che verosimilmente sarà il braccetto di destra incalzato da Hristov. In rosa ci sono anche Gyamfi e Cimino che, una volta rientrati dal loro infortunio, potrebbero anche occupare il ruolo di braccetto e Sgarbi che viene da lungo stop e dovrebbe riaggregarsi non prima di qualche mese. Numericamente ci siamo.
Sugli esterni, ruolo chiave nel sistema tattico di Alvini, alla fine saranno in cinque a giocarsi due posti. Davanti a tutti parte indubbiamente Ciervo che ha imperversato nelle prime tre giornate di campionato e che può giocare indifferentemente su entrambe le fasce, anche se predilige la destra. A sinistra a capitan D’Orazio si è aggiunto un innesto di ottima qualità ed esperienza quale è Ricci mentre dal lato opposto c’è il neo arrivato Ricciardi, dotato di gran corsa e buon piede, e il rientrante Martino che, alla bisogna, potrebbe anche essere impiegato a sinistra o da braccetto e il cui spirito di sacrificio tutti conosciamo.
Ci si aspettava un ulteriore tassello per la linea mediana, che magari desse una fisicità diversa e un pizzico di esperienza in più in categoria. Alla fine non è arrivato nessuno e allora si continua sulla strada intrapresa con un Florenzi che Alvini è sempre più convinto di trasformare in un mediano all’altezza, con un Kourfalidis che dovrebbe garantire corsa, fisico e qualche gol dalla distanza. Poi Josè Mauri che, se non avrà problemi fisici, sarà quell’elemento che porterà geometrie ed esperienza e infine il giovane Charlys che, al netto di qualche errore di inesperienza, ha dimostrato che con i piedi ci sa fare. In più ci sarebbe quel Contiero che in ritiro ha ben figurato e potrà crescere all’ombra dei compagni più grandi. Kouan è in realtà un tuttocampista, un furetto di un’intelligenza tattica inaudita che può occupare diverse zolle in mediana, volendo anche più indietro qualora ce ne fosse bisogno. Diverso sembra essere invece Rizzo Pinna che si è calato molto bene nella realtà della serie B e ha già dimostrato di avere doti qualitative eccelse ma che, a mio avviso, non può essere arretrato oltre la trequarti. È rimasto anche Begheldo che abbiamo visto poco e del quale non riusciamo a decifrare l’apporto che possa dare alla squadra. In sostanza un centrocampo valido ma che potrebbe avere qualche lacuna in termini di fisicità ed esperienza.
Infine l’attacco che resta il reparto che accende sogni ed entusiasmi. Il nome dell’ultimora, Strizzolo, non è propriamente di quelli che fanno i titoli sui giornali. Ma è un attaccante con caratteristiche completamente diverse da quelle dei compagni in rosa, con un importante trascorso in categoria e che porta con sé voglia ed esperienza. Troverà a contendergli una maglia Mazzocchi, apparso spento nelle prime giornate ma senza dubbio un elemento capace di dare sostanza e sacrificio al reparto. Fumagalli è una seconda punta estrosa che prova sempre il tiro da fuori e con un notevole fiuto del gol mentre Sankoh, che dovrà mettersi al passo con gli altri e conoscere il campionato, è l’attaccante capace di regalare profondità e corsa. È rimasto anche Zilli, convinto di potersi giocare le sue carte nonostante la grande concorrenza. È un attacco decisamente ben assortito numericamente e per caratteristiche così come appare ovvio che non c’è il Tutino di turno, ossia l’attaccante che nello scorso campionato da solo ha garantito la bellezza di venti reti. L’auspicio è che ognuna delle punte regali un cospicuo bottino di reti in modo da sopperire a quei numeri.
A conti fatti Alvini potrà contare su una rosa numericamente ben assortita alla quale manca forse un po’ di esperienza in categoria. Tuttavia i vari Micai, Camporese, Mazzocchi, D’Orazio e Ricci si possono considerare uomini di esperienza. Così come, nonostante la giovane età, sia Florenzi che Kourfalidis che Venturi che Kouan contano diversi campionati di Serie B. Dovrà essere bravo il mister a continuare sul lavoro svolto finora dal punto di vista tattico ma soprattutto dovrà rendere capace il gruppo di superare la mazzata della pesante penalizzazione. Come sempre rimandiamo al campo tutte le sentenze.
A cura di Luca Aiello
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