Dalle criticità della rete provinciale alla Sila-Mare: una tavola rotonda tra rappresentanti istituzionali, comunità e mondo sindacale su sicurezza, collegamenti e servizi per Bocchigliero, Campana e Longobucco
Di Elvira Sangineto
Nelle aree interne calabresi, e in particolare nella Sila Greca, parlare di viabilità significa parlare di sanità, scuola, lavoro, sicurezza, servizi e, soprattutto, della possibilità per le comunità di continuare a vivere nei propri territori. È questo il tema emerso con forza dalla tavola rotonda “Viabilità e sicurezza sulle strade dei paesi della Sila Greca – Bocchigliero, Campana, Longobucco”, promossa lunedì 28 settembre a Bocchigliero da Fillea CGIL, CGIL Cosenza e Camera del Lavoro di Longobucco.
Partendo dallo stato di avanzamento dei lavori del viadotto Ortiano II, crollato nel 2023 e ormai prossimo al completamento, il confronto ha riportato al centro la Sila-Mare, opera di rilevanza strategica per collegare i paesi dell’area interna silana alla costa, attesa da ormai trentacinque anni e diventata nel tempo uno dei simboli delle incompiute calabresi. Le speranze dei cittadini sembrano infatti essersi arenate. Ma proprio il dibattito ha evidenziato un punto: la Sila-Mare, da sola, non basta. Servono strade provinciali sicure e percorribili, che permettano di raggiungerla.
Il sindaco di Bocchigliero, Alfonso Benevento, ha richiamato l’attenzione sulla provinciale 255 e su un’arteria di circa dieci chilometri, di cui tre di competenza del Comune di Bocchigliero e quattro di Longobucco. «Il primo lotto è stato finanziato con risorse ministeriali per la messa in sicurezza; c’è un secondo finanziamento, ma è chiaro che non basta a completare i dieci chilometri». Per Benevento, collegare questo tratto al viadotto Ortiano II significherebbe «dare speranza a questo territorio», consentendo di raggiungere la Sila-Mare in circa mezz’ora. Oggi, invece, percorrendo la provinciale 255, «in mezz’ora si arriva appena a Caloveto».
Sulla stessa linea il sindaco di Campana, Giacinto Parrotta, che ha richiamato l’attenzione su alcuni tratti particolarmente critici della SP255, a partire dalla pulizia delle cunette, considerata essenziale anche per prevenire gli effetti del dissesto idrogeologico.
Ed è proprio sul tema della manutenzione che il confronto ha allargato lo sguardo alle cosiddette “strade di nessuno”: arterie che, secondo quanto emerso, non risultano riconducibili alla competenza di un ente. Tra queste, la strada del Macrocioli, che unisce Longobucco con la zona del Lago Cecita e la Fossiata, citata da Antonio Baratta, responsabile della Camera del Lavoro CGIL di Longobucco.
Faragalli: «Prima della bitumazione serve prevenzione»
A raccogliere le sollecitazioni, è stato il presidente della Provincia di Cosenza, che ha ribadito la necessità di intervenire prima di ogni cosa sulla prevenzione, richiamando in particolare la pulizia delle cunette stradali, indispensabile per limitare gli effetti delle precipitazioni.
Faragalli ha poi illustrato le risorse e gli interventi messi in campo dalla Provincia, a partire dai 3,5 milioni di euro destinati all’acquisto di nuovi mezzi, evidenziando al tempo stesso le difficoltà legate all’estensione della rete provinciale, circa 6 mila chilometri, a fronte di risorse limitate per la manutenzione. In questa direzione si inserisce l’accordo con Calabria Verde, attraverso il quale utilizzare personale e competenze per rafforzare le attività di prevenzione, con interventi che riguarderanno anche la Sila Greca, oltre al nuovo ufficio provinciale dedicato al dissesto idrogeologico e pronto a convocare i sindaci per fare il punto sulle criticità dei territori.
Sul fronte della viabilità locale, il presidente ha indicato 300 mila euro destinati alla provinciale 255 e alla 260 bis per interventi di bitumazione e installazione delle barriere, oltre a 100 mila euro per la provinciale 260. Ha inoltre riferito di una programmazione per il 2026 nei Comuni di Caloveto, Cropalati, Mandatoriccio, Terravecchia e Scala Coeli, per un importo complessivo di circa un milione di euro.
Mentre sulla questione “strade di nessuno”, il primo passo dovrà essere un censimento della rete. Una volta definito il quadro, la Provincia si è detta disponibile a lavorare insieme ai sindaci per individuare gli interventi necessari.
Il diritto a restare
Eguale disponibilità è arrivata dalle Consigliere regionali Elisa Scutellà, del Movimento 5 Stelle, e Rosellina Madeo, del Pd.
«La qualità dei collegamenti incide sul diritto alla salute e alla mobilità e, più in generale, sulla possibilità di garantire condizioni di vita comparabili con quelle del resto della popolazione, indipendentemente dal codice di avviamento postale», ha esordito Scutellà. La consigliera ha ricordato il proprio ruolo nella Commissione Trasporti del Consiglio regionale e il lavoro svolto sul Piano regionale dei trasporti, nel quale sono state inserite osservazioni relative anche al collegamento Coserie-Crosia, ritenuto strategico per la connessione tra le aree interne e la costa e, più in generale, per il sistema della Sila-Mare.
Madeo ha invece posto l’accento sullo spopolamento e sulla progressiva perdita di servizi nei piccoli centri, a partire dai presidi scolastici, come la chiusura dell’IPSIA di Bocchigliero. Il problema, ha evidenziato, non può essere affrontato limitandosi a valorizzare la bellezza dei borghi e delle aree interne e lasciandoli sprofondare in una lenta eutanasia: occorre garantire concretamente le condizioni che consentano alle persone di continuare a viverci, trasformando la resistenza quotidiana di chi resta in una possibilità concreta di futuro.
Per la CGIL la strada è un’infrastruttura sociale
«Una strada non è soltanto una striscia di asfalto che collega due punti – ha osservato Massimiliano Ianni, segretario generale della CGIL Cosenza –; nelle aree interne una strada sicura e percorribile permette a una persona anziana di raggiungere un presidio sanitario, a un lavoratore di andare e tornare dal proprio posto di lavoro, a uno studente di frequentare la scuola».
Da qui la richiesta di politiche specifiche e di un maggiore intervento dello Stato, insieme all’attenzione per la forestazione e per il ruolo dei lavoratori idraulico-forestali nel presidio di territori sempre più fragili.
Fillea, De Lorenzo: «Il lavoro generato dagli investimenti pubblici dev’essere regolare, sicuro e qualificato»
Dietro ogni infrastruttura ci sono persone, fatica e lavoro, ha sottolineato Giuseppe De Lorenzo, segretario generale Fillea Cgil Cosenza, richiamando l’importanza di assicurare diritti, sicurezza e dignità a chi opera nei cantieri, poiché la rapidità richiesta nella realizzazione di un’opera non deve mai entrare in contrasto con la tutela dei lavoratori.
«E se servono strade sicure per chi le percorre, altrettanto sicuro deve essere il lavoro di chi, quelle strade, le costruisce».
E così, dopo 120 anni di storia, celebrati proprio ieri, la Cgil continua a camminare lungo la strada dei diritti, là dove ancora oggi c’è bisogno di difenderli e affermarli. Perché nessun luogo e nessuna comunità debbano sentirsi condannati a diventare periferia.

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