Michelangelo Spataro contro la concessione dello stadio al Cosenza Calcio. «La città merita rispetto e programmazione. Guarascio faccia un passo indietro».
«Il Comune non conceda alcun nulla osta per l’utilizzo dello stadio “San Vito-Marulla” all’attuale proprietà del Cosenza Calcio. È arrivato il momento delle scelte chiare e della responsabilità verso una città che da anni vive delusioni sportive, umiliazioni e assenza totale di programmazione».
È la posizione del consigliere comunale di minoranza Michelangelo Spataro, che interviene con fermezza sulla questione relativa alla concessione dello stadio cittadino dopo la conclusione del campionato del Cosenza Calcio.
«Non può essere considerato un semplice atto amministrativo o burocratico – afferma Spataro –. La concessione dello stadio rappresenta un passaggio politico e simbolico enorme. Significa decidere quale futuro si vuole garantire al calcio cosentino e quale rapporto si intende costruire con una tifoseria che continua a dimostrare amore incondizionato verso questi colori».
Il consigliere comunale chiama direttamente in causa il sindaco Franz Caruso e l’amministrazione comunale.
«Adesso non ci sono più alibi. Il campionato è finito e la città merita finalmente chiarezza e intenzioni serie sul futuro del Cosenza Calcio. Serve un cambio di passo radicale. Con questa gestione il rischio concreto è quello di continuare a trascinare il Cosenza in stagioni anonime, vissute tra sofferenze, contestazioni e mancanza di prospettive».
Spataro sottolinea anche il legame profondo tra la squadra e il tessuto sociale cittadino.
«Ieri allo stadio c’erano famiglie intere, padri con figli e nipoti. C’erano migliaia di tifosi che, ancora una volta, hanno acquistato il biglietto e sostenuto la squadra fino all’ultimo minuto. Questa passione merita rispetto, merita ambizione, merita programmazione. La città non può continuare a sopravvivere calcisticamente anno dopo anno senza un progetto sportivo serio e credibile».
Da qui l’invito esplicito rivolto al patron rossoblù.
«Guarascio prenda atto della frattura ormai evidente con la città e faccia un passo indietro. Il Cosenza Calcio appartiene alla sua gente, alla sua storia e ai suoi tifosi. Cosenza ha bisogno di tornare a sognare e di costruire un futuro all’altezza della propria tradizione sportiva».

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