La consigliera di minoranza del Comune di Montalto Uffugo, Pina Sturino, parla di “storture e contraddizioni dell’amministrazione Caracciolo”
Gli ultimi interventi a mezzo stampa del sindaco e dell’assessore ai LLPP di Montalto Uffugo lasciano da una parte stupefatti, dall’altra con l’amaro in bocca.

Stupefatti perché probabilmente le due esternazioni pubbliche hanno precisi intenti e precisissimi destinatari, addirittura all’interno della stessa maggioranza.
Lascia amareggiati invece, perché questa amministrazione continua nel mancare gli obiettivi che si è riproposta nel 2019 quando ha chiesto la fiducia agli elettori e cosciente di ciò, è passata dal dispiacere per non essersi aggiudicata bandi di estrema importanza per la città alle giustificazioni, criticando persino il PNRR che nel 2019 ovviamente né esisteva e neanche si poteva immaginare.
Con questi chiari di luna, davvero non si capisce come si può pensare alle amministrative del 2024 ponendo come baluardo il risanamento dei conti e parlando sempre al futuro, come se ad amministrare sino ad oggi ci fosse stato qualcuno sceso da Marte.
Il sindaco parla di lotta all’evasione gettando fumo negli occhi senza capire però che anche le nebbie più fitte prima o poi si diradano. Tutte le relazioni dei revisori dei Conti evidenziano lacune e grosse difficoltà nell’ambito della riscossione, dunque, quali risultati ha portato questa lotta all’evasione?
Intanto, bisognerà vedere se realmente il successore dell’attuale sindaco troverà le casse comunali in salute visto che si continuano a fare accessi a fondi di riserva e fioccano le variazioni di bilancio, fatte passare come una cosa normale. Di normale, invece, dovrebbe esserci una sana programmazione di spesa ma visto che non è così, si ricorre a questi strumenti per cercare di puntellare i conti. Poi, rimanendo al tema del successore, caro all’attuale sindaco, sarà necessario capire quale Montalto troverà.
Una Montalto protagonista, come dice il sindaco, di un futuro roseo colmo di mega progetti oppure più semplicemente una Montalto alle prese con un’eredità infausta, di un Comune bistrattato così come sta accadendo per le questioni dell’area urbana? Di certo, ai cittadini sembra sempre di più una barzelletta sentire parlare di grandi progetti vivendo però quotidianamente tanti problemi che tormentano la quotidianità. A tal proposito è utile offrire un altro punto di vista riguardo il crescente numero di residenti.
A mio avviso è impresa ardua attribuire questo dato a una qualità della vita superiore rispetto ad altre realtà limitrofe. Semmai, chi viene a vivere a Montalto ha il vantaggio della vicinanza con l’Unical e un costo degli affitti e degli immobili inferiore rispetto a Rende e Cosenza, il che significa minor valore e contestualmente un costo della vita più basso. Ecco presto motivato il decantato boom di residenti a Montalto, altro che grandi successi dell’amministrazione comunale.
A un anno e mezzo dal voto per le amministrative del 2024, la realizzazione delle opere di cui si fa gran parlare, mi auguro che non sia rimandata proprio a ridosso delle elezioni perché vorrebbe dire che lo stesso sindaco ha già dimenticato quando nel 2014 parlava di “bitume elettorale” e spero che si realizzino diversamente dalla pseudo rotonda al bivio di Montalto. Mi auguro soprattutto, che non facciano la fine del micronido di via Petrozza che dopo l’annuncio in pompa magna, ancora attende l’apertura.
Perché mettere le mani avanti sui bandi non intercettati, sino addirittura criticare i fondi del PNRR quando vi sono altri comuni che riescono ad intercettarli? Anche su questo i cittadini meriterebbero delle spiegazioni, perché altrove si e a Montalto no?
E a proposito di spiegazioni, il sindaco dovrebbe darle a proposito del quartiere Stazione dove in questi lunghi anni non ha inciso e non ha sbloccato una situazione che ha dell’incredibile. Sette anni per un sottopasso, non si vede la fine e non si incide come si dovrebbe nei luoghi deputati a poterlo fare.
Sappiamo che il suo mezzo di comunicazione prediletto è la mail via pec, allora le inviasse con maggiore assiduità e mettesse la spunta “urgente”, visti i risultati. Si faccia carico dei problemi della gente che lo ha voluto Primo cittadino e faccia tutto ciò che è nelle corde del ruolo che riveste per “liberare” il quartiere Stazione, perché l’impressione è che la sua amministrazione non tiene conto del tempo che trascorre inesorabilmente. Trascorre e vola via non solo per gli abitanti del quartiere Stazione ma anche per i residenti delle frazioni di Lucchetta e Pianette che chiedono l’interramento dei cavi, ed invece sembra che otterranno, con l’avallo dell’amministrazione, le centraline per la misurazione dei campi magnetici, quasi come a dire, vediamo se ciò che dite è vero.
E mentre di tanto in tanto, sempre il sindaco, ci ricorda che Montalto è e sarà al centro dello sviluppo dell’area urbana, ovviamente per volontà sovracomunali, dimentica di accendere i riscaldamenti delle scuole medie. Dimentica che il covid è ormai cosa passata e che gli alunni delle scuole medie del Villaggio meritano di frequentare una scuola vera e un edificio dove sono presenti attività commerciali, buono solo per le emergenze come quella pandemica ma di certo non si può considerare come una soluzione strutturale.
Dimentica persino che a Montalto esiste da decenni una scuola superiore che ha già formato centinaia di concittadini e lo dimentica quando auspica l’insediamento di un istituto di scuola superiore sul nostro territorio affermando che non è possibile che una città come Montalto non abbia una scuola secondaria! Ma come si possono fare certe affermazioni che rappresentano un’offesa per tutti gli studenti attuali di quella scuola e per tutti coloro che hanno raggiunto la maturità proprio a Montalto centro?!
E che dire del “cambio di passo”?
Solo un anno e mezzo fa mandava a casa 3/5 della sua giunta, ufficialmente per ottenere un cambio di passo che però allo stato attuale non si vede e non me ne vogliano gli assessori subentrati lo scorso anno, d’altronde con questo “andazzo”, un cambiamento radicale sarebbe stato un nuovo miracolo italiano. E ancora come non ricordare che ogni anno in inverno le nostre strade diventano un colabrodo? Mi chiedo come mai invece in certe strade, anche di montagna, l’asfalto regge le intemperie. Come si esegue la manutenzione? Naturalmente rattoppando qua e là! E’ chiaro ormai a tutti che questa è una città abbandonata, in preda all’incuria con servizi precari ed inefficienti. Due filoni di estrema importanza che il sindaco ha deciso di trattenere per sé, quando invece necessitavano a mio avviso di un assessore vero e a tempo pieno. Scelta inopportuna, come quella di non aver nominato un vicesindaco. Il sindaco, infatti, sa benissimo che la nomina del vicesindaco avrebbe avuto in questa fase un’importanza strategica in funzione delle prossime amministrative ma avrebbe potuto causare anche malumori in seno alla maggioranza. Presto fatto, la scelta è stata quella di non nominare nessuno e così tutti vissero felici, contenti e speranzosi.
Con questo andazzo è impossibile affrontare temi come la valorizzazione dei nostri simboli identitari, sapientemente utilizzati in altri luoghi d’Italia e del mondo.
Quali sono le attenzioni riservate a personaggi come Ruggiero Leoncavallo, Paolo Antonio Foscarini, la Beata Madre Elena Aiello, Don Gaetano Mauro solo per citarne alcuni che hanno dato lustro alla nostra città? Rimanendo sul tema identitario, un’altra occasione mancata è la valorizzazione del centro storico, custode della nostra storia, delle tradizioni e della nostra cultura non ha visto in tutti questi anni alcun progetto in suo favore. Quando si sono proposte azioni di stimolo all’economia per evitare lo spopolamento la risposta è sempre stata che non si poteva fare. E allora perché in altre realtà si sono compiute iniziative come l’incentivazione ad aprire attività economiche e commerciali oppure per trasferirvi la residenza, intercettando appositi bandi?
Di contro, invece, abbiamo visto trasformare una filiale di una banca, l’unica rimasta attiva, in uno sportello automatico. E allora ci si chiede come mai altrove si è riusciti a mantenere attiva la filiale che ha una funzione sociale oltre che economica? Basta fare una passeggiata nel centro storico e fare un salto nel passato neanche troppo remoto per comprendere come questa amministrazione non abbia avuto a cuore la sua storia, la sua gente.
Tante opportunità mancate che rileggendo il programma elettorale della coalizione vincente del 2019 sembrano una presa in giro. Si puntava su tutto. Dalle scuole al centro storico, dalla viabilità alle nuove reti idriche, dai comitati di quartiere agli incontri mensili con i cittadini, dalla comunicazione al trasporto pubblico locale passando per l’ambiente. In cosa questa amministrazione può dire di aver centrato l’obiettivo? Anche quando si accenna a grandi aziende che investono sul nostro territorio viene da sorridere.
Come se ciò fosse merito dell’amministrazione comunale quando invece la stessa, incassa soldi di oneri di urbanizzazione che dovrebbe spendere per facilitare queste aziende con la realizzazione di opere come strade, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato ed invece gli stessi saranno utilizzati, a quanto affermato dal sindaco, per la realizzazione di una villetta a Settimo.
Che ben venga la villetta, ma un buon amministratore avrebbe dovuto intercettare altre risorse per la sua costruzione ed invece, in linea con il proprio modo di intendere la politica, anche questo tema diventa una stortura che alimenta le contraddizioni di questo mandato.
Tre anni e mezzo contraddistinti da tante occasioni mancate per la nostra città e parallelamente da tante prese in giro per i cittadini. Rimane solo una speranza, che in questo anno e mezzo rimasto ci sia uno scatto d’orgoglio, d’altronde se è un orgoglio leggere sui libri di storia il proprio nome accostato a quello di sindaco, lo è ancor di più se si lascia un segno positivo per un’intera comunità, per il nostro futuro.
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