Nella giornata di ieri si è tenuto il civico consesso nel palazzo di San Domenico – la sala Catera del Palazzo dei Bruzi è al momento inagibile per lavori di ammodernamento – per parlare e chiarire alcuni punti che riguardano la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti

Tariffe che, stando a quanto sostenuto nel consiglio, colpiranno soprattutto le attività commerciali, mentre per le famiglie i costi saranno più limitati. Ieri in mattinata si è riunita la commissione Bilancio, in modo da preparare in modo adeguato le argomentazioni sulla materia Tari.
Il regolamento concernente la tassa sui rifiuti è stato presentato nella riunione di ieri pomeriggio a San Domenico e, dopo esser stato messo ai voti, è stato approvato con 16 sì (tra cui quello del sindaco), 3 no e un astenuto.
Dopo la votazione, è stata la volta della relazione dell’assessore Luciano Vigna, nella quale vi è spiegato il criterio della differenziazione “Il presupposto della Tari non è più legato al possesso o alla detenzione di volumi, bensì paga chi produce più rifiuti.
Ecco perché vi saranno differenziazioni, percepite più da alcune categorie che non da altre. Primo elemento fondamentale è la normalizzazione. Il costo totale del servizio è di circa 14 milioni al lordo delle esenzioni, con le esenzioni è di circa 13 milioni e mezzo, con un calo dunque di circa il 10% dello scorso anno, dovuto all’aumento della percentuale di differenziata.
Il volume dei costi è diviso tra utenze domestiche e non domestiche con una differenziazione che è ripartita per il 45% sulle utenze domestiche e per il 55% sulle non domestiche. La differenziazione è a sua volta composta da una parte fissa e una parte variabile, e per le utenze domestiche è legata al numero dei componenti il nucleo familiare.
Stesso discorso per le categorie dell’uso non domestico. Si è dovuto spalmare tutte le precedenti categorie della Tarsu in 30 categorie di Tari. Significa che vi sono attività che subiranno un rilevante aumento e altre che subiranno una diminuzione.
Per questo abbiamo cercato di andare incontro ad una serie di categorie: le famiglie, mantenendo lo stesso livello di esenzione dell’anno scorso che è totale fino ai 5000 euro: meglio si differenzia e meno pagheranno i cittadini.”
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