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Terme Luigiane

Terme Luigiane, i dipendenti in sciopero, temono chiusura

I dipendenti delle Terme Luigiane sono in sciopero, perché temono che la storia azienda calabrese, possa chiudere alla fine di ottobre, al termine della stagione termale

I dipendenti della S.A.TE.CA. SpA, la società che gestisce le Terme Luigiane, sono in stato di agitazione, ed i 197 lavoratori hanno firmato ieri, 31 agosto, una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Calabria, agli assessori regionali alle attività economiche, al lavoro e all’ambiente, oltre che al segretario regionale calabrese del PD. I dipendenti scrivono di essere fortemente preoccupati per il proprio futuro occupazionale e per il futuro dei propri Comuni.

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Terme Luigiane, i dipendenti in sciopero, temono chiusura

La preoccupazione infatti è che le Terme Luigiane possano chiudere alla fine di ottobre, al termine dell’attuale stagione termale. Il fulcro della vicenda risiede nella scadenza ormai prossima – aprile 2016 – del contratto di sub concessione tra i comuni interessati, Acquappesa e Guardia Piemontese, e la società S.A.TE.CA.

“Ad oggi – dicono i lavoratori nella lettera – non sembra che ci siano prospettive di rinnovo di tale sub-concessione. Dato che l’economia di tutto il comprensorio, non solo delle terme, ruota intorno all’offerta turistico-termale, la preoccupazione è più che legittima e si prefigura un futuro drammatico per l’intero indotto, ossia le numerosissime attività connesse al termale. Oltre ai dipendenti della società, dunque, sono anche altri i lavoratori e le famiglie in ansia per il proprio futuro. Si calcola nell’ordine di cinquecento persone, oltre al fatto, che quasi tutte le attivita’ produttive dell’area e dell’indotto sono direttamente e indirettamente interessate al futuro delle terme, che ne condiziona la sopravvivenza”.

“Chi andrà in vacanza a Guardia – si chiedono i lavoratori – se le terme Luigiane non saranno aperte? Quali saranno i tempi per una nuova concessione? Chi sarà interessato a investire, se oggi con la nuova normativa regionale la sub-concessione può avere una durata massima di 20 anni?”.

Sono questi e altri gli interrogativi della popolazione del comprensorio.

“Una nuova nube – dicono ancora i dipendenti nella loro lettera – minaccia il già precario futuro della nostra regione. Ci si augura che i soggetti competenti in materia non perdano tempo prezioso e intervengano con la massima urgenza e serietà per dipanare questa complessa matassa”.

“Intanto – dicono ancora i firmatari della lettera – in assenza di risposte formali alla richiesta di proroga della S.A.TE.CA. , mancando ogni prospettiva ed in presenza della certezza della scadenza contrattuale, lo stato di preoccupata tensione di noi lavoratori cresce giorno per giorno, prefigurando forme di pubbliche e pesanti proteste”.

Le Terme Luigiane oggi occupano 250 persone, erogano circa 400.00 cure a 18.000 clienti. I soli alberghi S.A.TE.CA. hanno raggiunto lo scorso anno le 31.000 presenze. “Si puo’ pensare – si chiedono ancora – che una simile realtà debba chiudere per la solita burocrazia immobile e ostile?”

Seguono le firme dei 197 dipendenti della SA.TE.CA. firmatari della lettera inviata al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Presidente della Regione, Mario Oliverio, e agli assessori regionali alle attivita’ economiche, Carmela Barbalace, al lavoro, Federica Roccisano, all’ambiente, Antonella Rizzo, ed al segretario del PD, Ernesto Magorno.

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