La serie di scosse registrate tra la Sila e il capoluogo ieri sera ha ricordato il terribile sisma che spazzò via Messina e Reggio Calabria nel 1908
Tantissima paura e danni ancora da quantificare con verifiche tecniche che andranno avanti per tutta la giornata, ma la serie di scosse di terremoto che nella tarda serata di domenica hanno scosso Cosenza e la sua provincia sembrano non avere lasciato grosse tracce.

Eppure alle 22.43 quando è stata avvertita la prima e anche più lunga, misurata con una magnitudo 4.4, è stato panico vero perché molti palazzi hanno tremato anche nel centro cittadino di Cosenza. Successivamente se ne sono registrate altre di magnitudo 3.3, avvertita anche a Reggio Calabria e a Catanzaro e ancora di magnitudo 2.3 alle 22.54 sentita più forte nella parte vecchia più vicina alla Sila.
Infine alle 23.49, ancora a Cosenza altre due scosse avvertite distintamente dalla popolazione tanto che diversi abitanti hanno deciso di trascorrere la notte fuori dalle proprie abitazioni nonostante la temperatura rigida.
Per quello che risulta, i comuni più vicini all’epicentro sono Spezzano Piccolo, Spezzano della Sila e Serra Pedace. E la mente di molti che allora ovviamente non c’erano ma ne hanno sentito parlare i loro parenti più anziani è tornata a quello che era successo prioprio il 28 dicembre ma del 1908: tra Messina e Reggio Calabria, quindi non lontano da qui, il più terribile sisma del secolo scorso capace di distruggere quasi totalmente gli edifici presenti nei due capoluoghi e nei loro territori tanto che ad un censimento successivo venne evidenziato come fossero rimaste in piedi meno del 5% delle case e dei palazzi pubblici. Questa volta il finale è stato diverso ma lo spavento, anche per le numerose scosse di assestamento, è stato elevato.
Vai al contenuto



