Tra un paio di settimane nella zona del fiume Busento cominceranno le rilevazioni con il georadar per individuare la zona dove potrebbe essere sepolto il tesoro di Alarico

È praticamente tutto pronto a Cosenza per cominciare la caccia al tesoro, quello del mitico Alarico. Tra due settimane infatti cominceranno, come da programma del Comune, le prime rilevazioni non invasive nell’area del fiume Busento grazie all’ausilio del georadar, in grado di rilevare anomalie nel sottosuolo utilizzando l’analisi degli impulsi elettromagnetici immessi.
In realtà, come è stato spiegato a Palazzo dei Bruzi, le rilevazioni serviranno anche a verificare se nel territorio monitorato siano presenti eventuali residui bellici da far brillare. Più in là invece, anche se per il momento non sono state annunciate le tempistiche, partiranno le campagne di scavi a Mendicino nelle grotte degli Alimena che, secondo i fratelli Bosco, custodirebbero le spoglie di Alarico.
Bisogna attendere la concessione di scavo ministeriale che andrà richiesta in base ad un progetto. Intanto però c’è lo studio tecnico-scientifico redatto dal geologo Amerigo Rota, diviso in quattro fasi: nella prima è prevista l’analisi dei dati storici già disponibili, partendo dal il testo di Jordanes che racconta la sepoltura di Alarico e del suo tesoro nel Busento e il percorso della via Capua-Reggio Calabria che aveva a Cosenza una delle sue stazioni di sosta. Quindi se i Goti sono stati costretti a passare da Cosenza, la tomba di Alarico dovrebbe essere nell’alveo del Busento, ai piedi di un monte.
Nella seconda fase sono state analizzate le immagini satellitari relative alle aree individuate nella prima fase. Nella terza sono previste prospezioni geofisiche di dettaglio, sulla base dei risultati del georadar. E in base a quello che emergerà si passerà quindi alla quarta fase, quella degli scavi definitive.
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