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Test alla Cattolica

Test di medicina: si preparano migliaia di studenti in Italia

Saranno infatti più di 40mila gli studenti che tenteranno di realizzare quel risultato necessario per inserirsi nella graduatoria di uno dei corsi più ambiti ma anche più duri in termini di dedizione allo studio del panorama accademico italiano. Quest’anno il Miur ha stabilito che il punteggio minimale necessario da raggiungere per poter accedere alla facoltà è di 20 punti e potrà essere controllato dai singoli candidati attraverso un sistema di visione personale. La propria posizione infatti potrà essere esaminata mediante l’accesso all’aerea specifica del sito di Universitaly dove compariranno oltre al punteggio anche i dati personali del singolo studente.

Test alla Cattolica
Test alla Cattolica

La selezione, come ogni anno, per molti versi sarà spietata: non a caso migliaia di partecipanti saranno destinati a rimanere fuori dai giochi e dunque dalla possibilità di iscriversi (almeno per questo anno accademico) per poi essere reintegrati in parte mediante qualche ricorso o a seguito di rinunce da parte dei vincitori. “Si tratta-spiega Elena, studentessa calabrese appassionata alla materia- di un terno al lotto per molti versi in quanto anche chi studia molto prima della prova selettiva teme realmente la possibilità di rimanere escluso”.

Un problema, quello del mancato accesso, che è stato per gli aspiranti in parte fonte di scompenso psicologico e che è stato però leggermente arginato mediante l’iscrizione a corsi di laurea affini o paralleli alle scienze mediche. “Molti studenti che non riescono ad entrare dopo il primo o il secondo tentativo-continua a spiegare Elena-decidono di iscriversi a facoltà affini in modo da conseguire gli esami comuni al corso di Medicina e tramite la convalida, trovarsi avvantaggiati per un eventuale percorso il successivo anno”. Un’altra soluzione adottata per non rinunciare al proprio sogno è quello di iscriversi all’estero: molti sono gli Atenei europei in cui è possibile studiare senza il problema di una selezione così atroce come avviene in Italia: tra le università più gettonate spiccano quelle spagnole e rumene.

In merito a questa problematica sarebbe nell’aria la volontà politica di abolire questo tipo di selezione serrata in modo da consentire universalmente l’accesso a chi sogna il camice bianco. Naturalmente, più realisticamente, il superamento del sistema a numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina presuppone maggiori capacità economiche e di finanziamento per i borsisti e dovrà essere inserito all’interno di un dibattito tra le istituzioni a partire dal Miur fino ai Rettori dei vari Atenei italiani, in una prospettiva totalizzante e lungimirante che ha molto a che fare con la visione della sanità. Certo è il fatto che oggi come oggi urge nel nostro Paese come in molti altri europei la presenza di medici bravi e preparati che abbiano davvero a cuore la salute dei propri pazienti: per questo la scelta di chi intraprende questo percorso deve essere particolarmente ponderata come se non si andasse incontro ad una professione bensì ad una “vocazione”.

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