Grande partecipazione di pubblico e artisti di livello internazionale per una manifestazione che continua a fare della cultura un motore di sviluppo e promozione del territorio.
Di Anna Maria Ventura
Si sono concluse con un’ampia partecipazione di pubblico le tre serate ospitate dal Grand Hotel San Michele di Cetraro, appuntamenti centrali del cartellone di Tirreno d’AMare – Festival dei Sensi 2026, la manifestazione ideata e diretta artisticamente dalla pianista Giusy Caruso, che continua a distinguersi come uno dei più significativi progetti culturali dell’estate calabrese.
I concerti del 1, 2 e 3 agosto hanno offerto un percorso musicale di alto profilo, confermando la vocazione del festival a proporre eventi capaci di coniugare eccellenza artistica, ricerca culturale e valorizzazione del territorio.
Ad aprire il programma musicale è stato il concerto “Tra opera e orchestra”, con i pianisti Fabrizio Datteri e Nadia Lencioni, protagonisti di una serata dedicata alle grandi pagine del repertorio operistico e sinfonico trascritto per pianoforte. Un’esecuzione raffinata che ha messo in luce la straordinaria ricchezza espressiva dello strumento e la qualità interpretativa degli artisti.
La seconda serata ha rappresentato uno dei momenti più attesi dell’intera rassegna con “Ballate, Blues e Capricci”, che ha visto sul palco il violinista Marijn Simons e la pianista Giusy Caruso. L’intesa tra i due musicisti ha dato vita a un concerto intenso e coinvolgente, capace di attraversare linguaggi e stili differenti con naturalezza, offrendo al pubblico un’esperienza musicale ricca di emozioni e di grande spessore interpretativo.
A chiudere il ciclo di appuntamenti è stato il recital pianistico di Salvatore Sclafani, “Il pianoforte racconta, tra danze e memorie”, un viaggio musicale attraverso repertori che hanno evocato tradizioni, culture e suggestioni storiche, confermando ancora una volta la qualità della proposta artistica del festival.
Ad accompagnare tutte e tre le serate è stata la mostra “Composizioni sinestesiche” dell’artista Clelia Boesi, inserita nel progetto internazionale CreActions – Campus internazionale sulla Ricerca Artistica, creando un dialogo originale tra arti visive e musica e rafforzando quella dimensione interdisciplinare che rappresenta uno dei tratti distintivi di Tirreno d’AMare.
Il successo del festival porta la firma di Giusy Caruso, pianista concertista di fama internazionale, artista-ricercatrice e figura di riferimento nel panorama della ricerca artistica europea. Responsabile del gruppo di ricerca CREATIE presso il Royal Conservatoire Antwerp, ricercatrice affiliata all’Università di Gand e all’Université libre de Bruxelles e visiting professor presso la London Performing Academy of Music, Caruso ha saputo trasformare la propria esperienza internazionale in un progetto culturale profondamente radicato nella sua terra.
La sua visione supera il tradizionale concetto di rassegna musicale: Tirreno d’AMare diventa infatti un laboratorio culturale in cui musica, arti visive, letteratura, ambiente, ricerca scientifica e turismo esperienziale dialogano costantemente, offrendo al pubblico occasioni di conoscenza e di scoperta.
Sotto la sua direzione artistica, il festival rinnova ogni anno la missione di fare della cultura uno strumento di crescita collettiva, capace di creare comunità, valorizzare i borghi della Riviera dei Cedri e promuovere un’immagine della Calabria autentica, dinamica e aperta al mondo.
Negli anni Tirreno d’AMare – Festival dei Sensi ha costruito una propria identità, distinguendosi per l’elevata qualità artistica delle proposte e per la capacità di mettere in relazione musica, letteratura, arti visive, ricerca scientifica, ambiente e promozione territoriale.
Grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni culturali, enti locali, operatori turistici e realtà imprenditoriali, il festival continua a crescere come un modello virtuoso di cultura diffusa, contribuendo a raccontare una Calabria lontana dagli stereotipi, ricca di patrimonio storico, paesaggistico e umano.
L’intero progetto attraversa alcuni dei luoghi più suggestivi dell’alto Tirreno cosentino — da Guardia Piemontese a Cetraro, da Diamante a Belvedere Marittimo, fino a Sangineto e Maierà — trasformando borghi, siti naturalistici e dimore storiche in palcoscenici di grande fascino.
Manifestazioni come Tirreno d’AMare rappresentano oggi una risorsa strategica non solo per la Riviera dei Cedri, ma per l’intera Calabria. Il festival dimostra come la cultura possa diventare un efficace motore di sviluppo territoriale, capace di attrarre turismo qualificato, sostenere le economie locali e promuovere un’offerta che unisce arte, paesaggio, ospitalità ed esperienze autentiche.
La qualità degli artisti coinvolti, la dimensione internazionale della direzione artistica e la capacità di fare rete con istituzioni e operatori del territorio contribuiscono a rafforzare l’immagine della Calabria come destinazione culturale di prestigio.
Le tre serate di Cetraro hanno confermato pienamente questa vocazione, rivelandosi esperienze capaci di intrecciare musica, arte e identità e restituendo al pubblico il racconto di una terra che investe nella cultura come leva di crescita, innovazione e futuro. In questo percorso, il lavoro di Giusy Caruso continua a rappresentare un esempio di come competenze artistiche e scientifiche di livello internazionale possano tradursi in un progetto concreto di valorizzazione della Riviera dei Cedri e dell’intera regione Calabria.

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