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Tomas Milian

Tomas Milián: monnezza poca, arte tanta

Con Tomas Milián, se ne va un altro grande del cinema anni ’70, che ricordiamo con tanto rispetto e ammirazione

Cosa hanno in comune Bombolo e Kevin Costner, Anthony Quinn e Enzo Cannavale, Catherine Zeta Jones e Anna Maria Rizzoli, Charlize Theron e Lilly Carati? Da una parte mostri sacri del cinema Hollywoodiano, dall’altre una serie di attori del cinema “minore” degli anni 70/80 italiano. Il nesso c’è ed è un tal Tomás Quintín Rodríguez Milián conosciuto ai più come Tomas Milian nome che negli anni 70 ha incarnato personaggi come il commissario Nico Giraldi o il ladruncolo non violento Sergio Marrazzi .

Tomas Milián sarà da tutti conosciuto come Er ‘Monnezza : tuta da metalmeccanico Blu, mani sempre in tasca , bandana a fascia intorno alla testa color rosso, uno stecchino in bocca, scarpe rigorosamente da tennis, barba lunga, capello lungo riccio ma non troppo e il linguaggio romanesco delle borgate .

Tomas Milian
Tomas Milian

Tomas era questo ma molto altro di più… ieri si è spento a 84 anni a causa di un ictus nella sua casa di Miami , con il rimpianto di non avere rivisto per l’ultima volta la sua amata Roma.

La Capitale ha dato tanto al giovane cubano che era stato notato per la prima volta da Zeffirelli. Di recente gli era stato attribuito un premio alla carriera, immensa e fatta da una filmografia sconfinata: inizia con il cinema impegnato di Pasolini, Lattuada, Luchino Visconti per passare al genere spaghetti western di Sollima e Fulci: nascono due personaggi cult del genere Cacho e Cuchillo.

Ma è negli anni ‘70 che il suo successo tocca vette impressionanti: il genere è quello poliziesco e i titoli lasciano intere città o interi corpi delle forze dell’ordine in crisi: “La Polizia accusa: il Servizio Segreto uccide”, “Roma a mano armata”, “Milano odia la polizia non può sparare” . Con “Il trucido e lo sbirro” appare Sergio Marrazzi che a breve diventerà Er Monnezza , ladruncolo contrario alla violenza che sfida lo stereotipo di commissario perfetto interpretato da Mario Merli. Bruno Corbucci lo trasforma in commissario Nico Giraldi ed è un successo ancora oggi riconosciuto.

Nel frattempo non disdegna di fare qualche apparizione in film del genere horror tra cui “Non si sevizia un paperino” fino ad arrivare ai cult movie erotici degli anni 70: “40 gradi all’ombra del lenzuolo” con la Regina del genere Edvige Fenech, “Uno contro l’altro” con Anna Maria Rizzoli e “Messalina, messalina”. Recita in film a sfondo politico per poi far ritorno al cinema impegnato degli esordi. Gli ultimi maestri italiani a dirigerlo sono stati Bertolucci e Antonioni.

Fa ritorno in America e seppur in ruoli non da protagonista assoluta appare in film di spessore mondiale come JFK di Oliver Stone. In America a dirigerlo saranno Tony Scott, Sydney Pollack, Oliver Stone, Steven Spielberg, Steven Soderbergh, Andy Garcia.

Nel 1964 convolò a nozze con Margherita (Rita) Valetti, dalla quale ebbe un figlio (Tomaso Milian Jr.) . Tomas non ha mai nascosto la sua bisessualità, ma quel matrimonio frenò molto il suo istinto ad avere rapporti con altri uomini. Tomas durante la sua carriera ha avuto vari doppiatori ma sicuramente quello storico rimane l’indimenticabile Ferruccio Amendola, il cui figlio Claudio oggi ha omaggiato la grandezza dell’attore italo-cubano.

Durante i suoi film molte erano le battute farcite da parolacce ma mai sembra essere sceso in volgarità gratuite. Il ritmo dei dialoghi era tale che la parolaccia diventava dissacratoria. Molto legato all’attore Bombolo con il quale ha girato molti film , Tomas Milian si colloca in quel filone di film anni 70 che sono stati rivalutati dalla critica e di cui la scuola romana appunto composta da Tomas, ma anche lo stesso Mario Brega , Ninetto Davoli, Alvaro Vitali, ne è stata maggiore interprete.

Tomas si dice che arrivò in Italia con in tasca soli 5 dollari … tornò in varie occasioni a Cuba e lì girò anche un documentario. Certo è il suo amore per l’Italia, disponendo che una volta morto, venisse sepolto a Roma.
Consapevole del suo valore artistico aveva dichiarato: “Avrei potuto girare solo film intellettuali, ma non li volevo fare e farmi due palle così”… e alla fine ebbe ragione lui .

Se ne va e lo immagino già vicino al suo caro amico Bombolo: “A Ventice’, si nun scappa fori la valigia so’ uccelli aspri.” “Tze Tze Tze, e che vor dì a ispetto’?”, “Che so’ cazzi amari!”

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