Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è MANUEL PASCALI: sui 204 votanti totali 112 (il 55%) hanno espresso la loro preferenza per il difensore rossoblu, i restanti 92 (il 45%) hanno optato per MIRKO BRUCCINI.
SARACCO s.v.
IDDA 6,5 (Rodato): Non sbaglia nulla. È sempre attento e collabora con Pascali per consentire a Camigliano di inserirsi bene nei meccanismi difensivi. Ormai è una certezza del Cosenza targato Piero Braglia.
PASCALI 6,5 (Guida): Si posiziona in mezzo a causa dell’assenza dello squalificato Dermaku ma gioca talmente bene “ca para iddru stessu a Dermaku”. Spettacolare il brusio dei tifosi appena il Cosenza si conquista un calcio d’angolo o una punizione. Tutti a dire “jamu mo Pascali ni fa u gol”.
CAMIGLIANO 6+ (Buona la prima): Si dimostra roccioso ed affidabile. Deve riprendere il ritmo partita al 100% ma ha giocato più che positivamente. Deve però cercare di dosare meglio i passaggi “picchì ha minatu certe sarde ari cumpagni ca potianu essa pericolose” perché difficili da controllare.

CORSI 6+ (Sicuro): Partita generosa e accorta. Il suo rendimento è costante ed elevato. L’abito di terzino ormai gli va a pennello. I movimenti difensivi sono perfetti e quelli offensivi, anche. Mai incertezze per il nostro Capitano.
BRUCCINI 6,5 (Elegante): Disputa un primo tempo mostruoso. È dotato di enorme tecnica e la mette al servizio della squadra in maniera impeccabile. In partite difficili da sbloccare come quella di ieri, però, dovrebbe cercare con insistenza il tiro dalla distanza che è un altro suo marchio di fabbrica.
PALMIERO 6+ (“Ma daveru sì n’under?”): Disarmante la facilità con la quale smista gioco a destra e a manca. Un faro nella costruzione ma punto di riferimento anche in fase di recupero della sfera. “U guagliuniaddru è forte tecnicamente ma sa puru minà”.
CALAMAI 6+ (Moto perpetuo): La sua prestazione granitica giunge puntuale come un Rolex. Il Cosenza con lui è più equilibrato. Se il centrocampo composto da Spinelli e Giordano, tutto aggressività e “ruttura i pasturiaddri”, ha sofferto enormemente, il merito è soprattutto suo.
D’ORAZIO 6+ (Necessario): Molto bravo nel proporsi come opzione costante per far male alle altrui difese. Dialoga bene con i compagni che transitano dalle sue parti e crea la superiorità numerica perché riesce a dribblare in scioltezza gli avversari. Non è un caso se quando è uscito dal campo il Cosenza non ha creato più nulla.
PEREZ 6+ (Migliorato): Gioca meglio rispetto alle precedenti uscite. È migliorato sotto il profilo della mobilità ma non dal punto di vista “du mpizzamiantu”. Si percepisce che non è al top della forma fisica. Lo sarà tra qualche domenica. Per cui, “un cuminciamu aru taglià diciannu ca unn’è buanu. Un facimu sempre i cusentini”.
TUTINO 6+ (Fantasia intelligente): Spina nel fianco della difesa aretusea per tutto il primo tempo. Regala giocate sontuose ma intelligenti. Crea la superiorità numerica necessaria per scardinare il bunker siracusano. Infatti, così come per D’Orazio, a seguito della sua uscita dal campo, il Cosenza non è più riuscito ad essere pericoloso in zona gol.

DALLA PANCHINA
Per quanto riguarda i subentrati, anche se hanno giocato per una quantità di minuti sufficiente ai fini dell’attribuzione di un giudizio, “unn’hannu fattu nente”. Non hanno apportato quel quid in più necessario per sbloccare e vincere una partita rognosa come quella di ieri. “Signu buanu e mintu a tutti nu s.v. politico”.
OKEREKE s.v.
BACLET s.v.
RAMOS s.v.
MUNGO s.v.
All. BRAGLIA 6 (Appannato): La squadra ha mostrato, soprattutto nel primo tempo, di pensare ed agire da grande. Prova ne è che gli avversari hanno talmente paura del Cosenza “ca parcheggianu nu bellu pullman davanti a porta loru e chini s’è vistu, s’è vistu”. Tuttavia, tre considerazioni in chiave critica, ma senza “taglià” a vanvera, vanno fatte. La prima è che si possono acquistare delle scarpe di grido e pagarle tanti soldi ma “si quannu si mintanu cura pioggia trasa acqua i dintra, vo dì ca su da pompa”. Questa metafora vuol significare che il Cosenza può essere bellino quanto vuole ma se davanti alla porta avversaria “un ci minti cattiveria unni fa gol”. La seconda considerazione riguarda la necessità di cambiar pelle, anche a partita in corso. Ormai gli avversari studiano il Cosenza prima di giocarci contro e si preparano alla battaglia. Forse utilizzare sempre e solo il 3-5-2 “ni fa jocà già sgamati”.
Ad esempio, ieri Tutino e D’Orazio “stavanu jiannu na scheggia” ed è stato un peccato sostituirli (infatti poi il Cosenza non ha creato più pericoli). La terza ed ultima argomentazione, più che una critica, è un dubbio che riguarda il mercato appena concluso. Così come ha detto lo stesso Braglia, ieri è mancata la capacità di saltare l’uomo per dare profondità al gioco. Io mi chiedo, a parte Tutino e anche, seppur con finalità diverse, D’Orazio e Bruccini (i primi due sostituiti a gara in corso), chini avimu cu si caratteristiche?
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