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Top & flop: le pagelle di Catanzaro-Cosenza

PERINA 5 (Paparune): Compie una parata salva risultato ma ha gravi responsabilità sul primo gol giallorosso, mostrando disattenzione nel corso delle gara. Sul “cozzo ci vuannu i palle e no i cosce raperte”. Abbiamo capito che quest’anno non possiamo fare affidamento su di lui per mantenere le partite sui binari giusti per noi.

CORSI 6 (Capitano): Almeno lui dimostra cosa vuol dire indossare la fascia nel derby. “I pedi su chiri ca sù” ma almeno ha grinta e volontà esemplari.

DERMAKU 5 (Sbadato): Se si subisce un gol come il secondo vuol dire che si è mentalmente assenti. Allora tutto quel che di buono è stato fatto “un serva a nente”. Proprio nel derby “ha fagliatu!”

IDDA 4,5 (Nterra cu tutt’i quattru rote): Siamo sicuri che sia lo stesso giocatore di Francavilla o di Caserta? Forse è “u frate scarsu”. Sbaglia tantissimo. Tanto che delle volte mi ricorda uno di quei difensori raccapriccianti portati da Mirabelli a Cosenza anni fa, “tipo nu Fanucci o nu Ungaro”.

PINNA 4 (Nè carne e nè pesce): Dalla sua parte il Catanzaro non attacca mai eppure subiamo il gol che sblocca la partita senza che di lui ci sia traccia nella zona di competenza. “Oi Pì, ancuna vota, si pi tia va buanu sempre, nu paru i cross i po puru ncarrà”…

CALAMAI 5,5 (curre curre guagliò): Coglie una traversa sul finire del primo tempo. Per il resto, corre corre corre ma spesso a vuoto e senza grande costrutto.

Pietro Perina (photo IlCosenza.it)
Pietro Perina (photo IlCosenza.it)

PALMIERO 5,5 (Debuttante): Ci ha messo 40 minuti per capire che stava giocando il derby di Calabria ma quando ha iniziato a capirlo è stato sostituito. Peccato ma “ti pù rifà aru ritorno”.

BRUCCINI 4 (Desaparecido): La grande aggressività dei giallorossi e la pochezza di idee da parte sua e dei suoi compagni lo rendono impalpabile. Progressivamente sparisce sempre più dai giochi, tanto che non si capisce la sua permanenza in campo invece di Calamai.

MUNGO 6 (Lottatore): Anche se arriva al derby praticamente da infortunato, stringe i denti e, fino a quando resta in campo, è l’unico a crederci veramente. Peccato che oggi sia mortificato da un andamento della gara totalmente penalizzante per le sue qualità. Non è riuscito ad essere decisivo come al suo solito.

STATELLA 4 (Spompato): Braglia gli regala una partita di roselliana memoria eppure neanche oggi riesce ad approfittare delle praterie a sua disposizione. Irriconoscibile.

BACLET 5,5 (Lassamuci stà): Va detto che è generosissimo. La sua maglia “i ianca è diventata nivura”. Tuttavia, ciò non basta. Le conclusioni verso la porta sono poche e maldestre e non è mai capace di stoppare in maniera degna una palla. Quest’anno “u gol u nasia proprio”.

DALLA PANCHINA

CACCAVALLO 3 (Balneare): Entra e piazza l’ombrellone nella sua zona di competenza (forse pensava ca n’aviamu i ji a fa nu bagno a Catanzaro Lido). In veste di proprio oggetto misterioso di questa rosa, anche nel derby mostra la sua inutilità alla causa. In campo “para ca fissìa” e non è assolutamente accettabile. La colpa di tale scempio non è sua ma di chi lo ha portato a Cosenza facendolo passare per un top player.

LOVISO 4 (Crepuscolare): Spreca malamente una punizione/corner corto ghiottissima, non organizza razionalmente la manovra e stecca un tiro da posizione centrale col pallone che rimbalzava nel giusto modo “pi ciù sbunnà u portiare ntra porta”. Credo che non si debba più insistere nell’aspettare qualcosa di più da lui.

Alain Pierre Baclet (photo Rosito)
Alain Pierre Baclet (photo Rosito)

D’ORAZIO S.V. (Gol bandiera): Almeno entra nello score finale con un golletto da magra consolazione.

MENDICINO 4 (Bipolare): “A sicunna i cumu li gira, na partita a ioca (dicimu) buanu e n’atra na cacata”. Oggi purtroppo ha scelto la seconda opzione.

All. BRAGLIA 5 (Confuso): Va premesso che “u Cusenza chissu è”. Però, stavolta è sembrato che Braglia abbia sbagliato impostazione della gara di fatto accettando di giocare allo stesso livello del Catanzaro e dimenticando di avere un centrocampo dalle qualità tecniche superiori a quelle avversarie che sistematicamente ha chiesto di saltare mortificando così non solo i suoi mediani ma soprattutto Mungo. È pur vero che fare del terrorismo mediatico mettendo il mister sul banco degli imputati sarebbe un buon viatico per la serie D. Ricordiamoci di mantenere l’equilibrio nel giudizio. Oggi, seppur nell’ambito di alcuni errori commessi da Braglia, si è vista una partita sostanzialmente da pareggio fatta propria dai “cozzolari” grazie ad una certa dose di fortuna e ad una serie di espedienti da calcio dilettantistico, finalizzati a spezzare il gioco e ad innervosire i lupi. Per questo ora non bisogna dar peso e credibilità ai tanti, tra semplici e troppo emotivi tifosi e marpioni della penna costruttrice di favole e di incubi, “ca si scialanu a minà ara capu a su Cusenza in difficoltà”.

Di Federico Perri, con la collaborazione di Keiser Soze.

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