Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è UMBERTO SARACCO: il totale dei votanti è stato di 234; in 170 (il 73%) hanno espresso la loro preferenza per il portiere rossoblu; i restanti 64 (il 27%) hanno optato per LEONARDO PEREZ.
SARACCO 7,5 (Provvidenziale): Neutralizza il rigore che avrebbe potuto indirizzare la partita verso una direzione amara per i rossoblù. Fiuta ed aggredisce la palla con determinazione, distendendosi perfettamente sulla sua destra. Ha tenutu all’impiadi a barracca da vero leader, in pratica facendo capire ai compagni ca unn’avianu i fissià.
IDDA 6+ (Pragmatico): Il migliore del pacchetto arretrato. Sempre vigile, attento e rapido nello stoppare le iniziative avversarie. Nu niarvu.
DERMAKU 6 (Efficace): Un pò lento in alcune circostanze ma, in generale, tuastu e puntuale come nel 90% delle partite disputate con la maglia rossoblù. Coordina, indirizza e mina. What else?
PASCALI 6 (Spirito combattivo): Il suo ardore agonistico e la sua voglia di superarsi e di dimostrare di che pasta è fatto non manca mai. La sua presenza carismatica in campo è garanzia di impegno e di sudore. Uno così, non può che essere ammirato dai tifosi. E poco importa se scivola in area, colpisce la palla con le mani e provoca il rigore (per fortuna poi parato da Saracco), oppure se commette anche un altro fallo sanzionabile con la massima punizione (causa mmuttune a nu iocature ca stava pi mpizzà a colpo sicuro).

CORSI 6 (Equilibrato): La sua prestazione si riassume nella dialettica e nell’equilibrio tra giusto e sbagliato. Spesso si perda l’avversario ma, altrettanto spesso, è autore di giocate pregevolissime e preziosissime tanto in copertura, quanto in avanti.
BRUCCINI 6+ (Logopedista): Solita prestazione di qualità. La manovra del Cosenza è fluida ed efficace fino al limite dell’area i rigore altrui anche e soprattutto per merito del suo tocco di classe. Arrivati negli ultimi 16 metri u Cusenza cumincia a cacaglià…ma questo è un altro discorso. Nella ripresa, si rende protagonista di svariate sgroppate eroiche alla ricerca del gol dello 0-2 ma non viene mai servito a dovere, oppure il culo avversario si frappone tra egli e la marcatura.
CALAMAI 6+ (Concreto): È letteralmente indispensabile per la squadra: punto di collegamento intelligente fra i reparti. Ci sono giocatori appariscenti e belli esteticamente ma che, nella pratica, su buani piri figurine Panini (cumu u Ponte i Calatrava, bello pi i cartuline i Cusenza ma inutile picchì collega u nuddru curu nente). E poi c’è Calamai.
RAMOS 5,5 (“Pi deci minuti para Bale, poi…): Inizia alla grande. È tonico, concentrato, propositivo: autentica spina nel fianco della difesa laziale (tant’è che ho pensato: “cumu viaggia oi Ramos, ci sta faciannu na singa supa a fascia!”). Riesce anche a segnare, rubando il tempo a difensore e portiere ma il gol gli viene ingiustamente annullato. Forse, la consapevolezza di aver subito un simile torto u manna in paranoia e così la sua prestazione si affievolisce inesorabilmente fino alla sostituzione al 57 minuto.
OKEREKE 5 (“Crudu”): È buanu e si vida ma ancora è troppu crudu. Quando si arriva al dunque, nei pressi della porta avversaria, perde sempre l’attimo giusto per far male. Fino al limite dell’area di rigore è n’animale, poi si perda. Giustamente sostituito dopo 45 minuti.
BACLET 6 (“Affascinatu”): Il buon Allan gioca la sua onesta partita. A su giro unn’è sempre nterra immotivatamente ma, anzi, lotta, tiene e smista bene ogni pallone. Compie anche un pregevolissimo assist per Mungo nell’azione più iestimata, chira du gol fumatu. Tuttavia, non è il Baclet pungente e presente in zona gol che abbiamo visto durante lo scorso campionato. A sira i Natale c’aviamu i fa u sfascinu.
MUNGO 4 (Edonista): Inutile alla causa poiché impegnato nella sua personale partita contro il Fondi. Ioca sulu e a tratti para ca u fa “tanto per”. La sua ricerca del piacere personale lo porta a sbagliare con sufficienza, incredibilmente ed imperdonabilmente, una occasione clamorosa a tu per tu col portiere avversario dopo soli 3 minuti di gioco. Un si fa cussì.
DALLA PANCHINA
TUTINO 7+ (Ritrovato): Entra e spacca la gara. È psicologicamente in forma. Quannu un fissia cu inutili marcheggi e tocchetti i fino vari è devastante. Infatti, la sua capacità di essere pragmatico, coniugando aggressività, malizia e fantasia costituisce l’arma in più che in questa categoria sposta gli equilibri. Il suo ingresso ha cambiato l’inerzia della gara.

PALMIERO 7+ (Necessario): Anche se il duo Bruccini – Calamai ben si comporta, la manovra in mediana non può fare a meno della lucente razionalità di Palmiero. Quando entra, è un altro Cosenza che predispone i mezzi necessari per fare gol. Però, Palmiè, te ne prego, un mi fa vida chiù errori cumu chiru nel contropiede 5 contro 2 picchì, sinnò, a prossima vota ci rimagnu mpintu.
PEREZ 7,5 (Decisivo): Risolve la gara di scaltrezza e di rabbia, buttando in rete un pallone sporco carambolato sui suoi piedi nei pressi dell’area piccola. Gol da rapace che vale il ritorno ai 3 punti dei lupi. In generale, l’impatto sulla gara è stato devastante (in positivo): porta in campo quella voglia di vincere che sembrava mancare nel primo tempo. Grande soddisfazione per il gol del “Soldato”, soprattutto picchì iddru e tuttu u Cusenza erano in fuorigioco…goduria. U gol ca s’è fumatu a porta vuota glielo abbono.
D’ORAZIO 6,5 (Fenicottero): Sta tornando in forma e si vede. Sempre propositivo sulla sinistra ed efficace con le sue lunghe leve tecniche. Insomma, anche il suo ingresso in campo contribuisce a dare la sveglia definitiva ad un Cosenza in difficoltà ed incapace di realizzare ca a partita i Fondi s’avià di vincia curu buanu o curu triste.
TROVATO 6+ (Logico): Prende il posto di un Calamai sfinito e mette al servizio della squadra le sue doti nel palleggio. Il Fondi avanzava per addivenire al pareggio e il Cosenza, anche per la inevitabile stanchezza, era tentato di spazzar via ogni pallone senza ragionare. Ecco, l’ingresso di Trovato è importante pì fa ragiunà i cristiani quannu l’ossigeno unn’arriva aru cirviaddru.
ALL. OCCHIUZZI 6,5 (Tutto molto bello, cit. Pizzul): Il suo stile in panchina e poi davanti ai microfoni è in linea con quello che è sempre stato per il Cosenza: tifoso, professionista, persona competente e perbene. Sempre vigile e prodigo di suggerimenti per i suoi giocatori durante il match. Buon padre di famiglia (o fratello maggiore se si vuole, vista la sua giovanissima età) nei confronti dei suoi ragazzi e figliolo riconoscente ed ossequioso nei confronti del padre calcistico Braglia, nel post gara. Tutto molto bello direbbe il grande Pizzul! Per quanto riguarda la partita, u Cusenza c’avia provatu a fissià e ara regalà aru Fondi ma poi, per fortuna, Saracco e Perez hanno confezionato l’importantissimo ritorno alla vittoria. Seriamente, il Cosenza ha approcciato bene al match, anche se dopo soli 3 minuti Mungo ha cumminatu chiru sciuaddru, affondando bene sulle fasce e mantenendo un discreto ordine tattico. Poi, inspiegabilmente ha preso a ridurre l’intensità ed a concedere campo al Fondi.
Il tutto è culminato con un lieve predominio territoriale dei padroni di casa che ha portato al rigore famigerato, poi neutralizzato da Umbertuzzu Saracco. Nella ripresa, il cambio di modulo e uomini ha consentito l’ingresso in campo dell’unico giocatore determinante in serie C: l’aggressività. Si è cambiato totalmente registro, in termini di impostazione mentale, ed i lupi hanno trovato il meritato vantaggio con Perez. Dopo il vantaggio, ecco ca s’è ripresentatu u solito vizietto di un chiuda i partite. Il festival internazionale di contropiedi sfumati e gol fumati, con la costante paura che il Fondi, similmente a quanto avvenuto nella gara di andata, potesse rubacchiare il pareggio. L’emblema della missione del duo Braglia-Occhiuzzi, cioè far capire che in avanti un s’addi fissià, è rappresentato da un contropiede 5 contro 2 miseramente sprecato. Comunque, vittoria doveva essere e vittoria è stata. Per ora va bene così. Jamu lupi.
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