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Top & flop: le pagelle di Viterbese-Cosenza

“TRE PROIETTI-LI CONTRO I LUPI”

Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è MIRKO BRUCCINI: il totale dei votanti è stato di 117; in 87 (il 74%) hanno espresso la loro preferenza per il centrocampista rossoblu; i restanti 30 (il 26%) hanno optato per MATTEO CALAMAI.

ZOMMERS 5,5 (“Zollers”): Semi incolpevole sul primo gol, anche se cicca clamorosamente un pallone rimbalzato su una zolla balorda del campo viterbese (u nuastru a confronto para Wembley). Sicuramente colpevole sul secondo gol: iadona ha pigliatu nu gol i testa all’altezza del dischetto del rigore. Oltre ai danni, tre interventi miracolosi e buone uscite che riequilibrano il suo voto.

BONIOTTI s.v.

DERMAKU 5,5 (“Vruacculu”): Non è deciso come al suo solito ma su un terreno di gioco così vergognoso è dura per tutti. Sbadato sul secondo gol avversario, in occasione del quale s’è persu l’attaccante c’ha fricatu prima a iddru e a Corsi e poi a Zommers (chi belli vruacculi).

PASCALI 6+ (A testa alta): Gioca la sua onesta (u 5 stelle un cintra nente) partita di grinta e voglia. Mi trovo in difficoltà nel giudicare i difensori perché la Viterbese è stata poca roba, dua gol ni simu fatti suli e u terzo gol l’amu pigliatu supa nu rigore regalatu da un arbitro che ha fatto di tutto pi ni perrupà. Ricordiamoci che lo scorso anno annullò un gol regolarissimo di Gambino, fischiando la fine del primo tempo un secondo prima che la palla calciata dall’ex attaccante rossoblù finisse in rete. Nu grandissimu curnutu insomma.

Dermaku in azione (ph. Sansonetti)
Dermaku in azione (ph. Sansonetti)

CORSI 6+ (Angelo Decimo Meridio): Buona gara, soprattutto in copertura, macchiata soltanto dalla mancata diagonale sul secondo gol viterbese. Nel secondo tempo veste i panni del Gladiatore lottando allo stremo delle forze su una porzione di campo ca parià na piscina.

BRUCCINI 7+ (Chic): Che partita! Prima spada e poi il solito fioretto. Raccoglie la sfida muscolare in mezzo al campo e si propone sempre in avanti e, puntualmente, arriva il gol alla sua maniera. Nel secondo tempo è l’anima della squadra. Un Cosenza ridotto in 9 uomini, costantemente colpito dalle scelte sanzionatorie scellerate di un direttore di gara da ufficio indagini, resiste e non rinuncia ad attaccare anche grazie al suo sacrificio.

LOVISO 6 (Record man): Tena u record c’ha subitu u cartellino russo anche s’ha subitu iddru u fallu. Fino al momento dell’espulsione, ca un cintrava nente, stava anche lui offrendo una grande prestazione di sacrificio e geometrie in un campo impraticabile.

MUNGO s.v.

D’ORAZIO 6 (Bipolare): Certi vote para Fabio Grosso ari mondiali du 2006, altre invece è nu sciuaddru. A Viterbo alterna ottimi spunti ad improvvise amnesie difensive. In generale, in una partita balorda, veicolata dalle decisioni arbitrali e giocata su un campo ridicolo (u presidente Camilli tena puru a ganga, invece s’averra di ji ad ammuccià da vrigogna), si comporta bene e dà il suo contributo.

TUTINO 5,5 (Impreciso): Si muove bene ma gli manca sempre quel quid… Come spesso gli capita, si divora un gol clamoroso davanti al portiere ed alla porta 7, 32 x 2, 44 mt. E sbunnala sa rizza!!!

BACLET 6 (Allergico): I core ma un basta. Allan è nu simpaticune, oltre che esser un grande professionista. Mai una parola fuori posto e sempre disponibile a dare tutto sé stesso ogniqualvolta viene chiamato in causa da Braglia. Tuttavia, st’annu u gol un linni duna cunfidenza. Chissà aru ritorno ci stampa na bella tripletta!

Manuel Pascali (ph. Sansonetti)
Manuel Pascali (ph. Sansonetti)

DALLA PANCHINA

CALAMAI 7 (Esemplare): Il suo ingresso in campo ha dato maggiore vitalità alla squadra. Propizia il gol di Bruccini con un bell’assist dopo un’azione solitaria caparbia e raffinata. Si fuma nu gol mancando il tap-in a dua metri da porta (peccato!). Corre come un matto e riesce a mantenere compatta la squadra nei momenti duri del secondo tempo. Un esempio.

PEREZ s.v.

PALMIERO s.v.

All. BRAGLIA 6+ (Ingiuriato): Per come si erano messe le cose (gollonzi subiti, decisioni scandalose dell’arbitro e terreno impraticabile), il 2-1 avrebbe rappresentato un risultato positivo in vista della gara di ritorno. Braglia era quasi riuscito a mantenerlo ma non aveva fatto i conti con l’estremo protagonismo del direttore di gara ca un si cridia l’ura i ni fiscà u rigore contro, anche all’ultimo minuto. Dal punto di vista sportivo, il nostro mister ha cercato di leggere la partita e di modulare le proprie scelte in funzione degli eventi susseguitisi. Buttando nella mischia Calamai, era riuscito a riequilibrare il match. Il Cosenza era vivo, presente e voglioso del gol. Poi, è andata come tutti hanno visto.

Sulle dichiarazioni irrazionali, iper-offensive e, in buona sostanza, cafone del presidente Camilli meglio tacere. Si qualifica da sé con queste parole. Un sa mancu iddru cumu ha vinto sa partita e tena puru sa ganga. Tuttavia, un conto è ricostruire fantasiosamente gli eventi e sostenere di aver meritato di vincere e anche che l’arbitro sia stato impeccabile, n’atru paru i maniche su chire parole d’astio, odio e rancore personale nei confronti del nostro tecnico Braglia. Questo tutti noi non possiamo accettarlo. Abbiamo il dovere morale di salvaguardare una persona schietta ed onesta come Piero Braglia. Ognuno di noi deve fare la sua parte, tifosi, addetti ai lavori, società. Il calcio non può essere terreno sul quale vomitare un simile turpiloquio, soprattutto se indirizzato nei confronti di chi non merita offese.

Dico un’ultima cosa, non sarà facile vincere con due gol di scarto al ritorno, sia perché non è mai facile giocarsi il passaggio del turno in 90 minuti partendo con un simile handicap (si pensi alla partita di ritorno contro il Pordenone degli scorsi play off) ed anche perché il Cosenza ha i soliti problemi in avanti. Tuttavia, se il Cosenza torna ad essere quello di un mese e mezzo fa nulla è impossibile. Allora, intanto pensiamo alla difficile gara di campionato in quel di Bisceglie ma subito dopo, con la testa e con il cuore, dobbiamo pensare a come sbattere fuori dalla coppa la Viterbese. Pi Braglia, pi u protagonismo i l’arbitro i l’andata, pi l’arroganza i Camilli, pi Cusenza. I sbunnamu. Forza lupi.

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