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TPL Calabria, Filomena Greco contro la soppressione di ART-CAL: «Interrogazione urgente alla Giunta»

“Serve qualità dei servizi per i cittadini e tutele per i lavoratori, non l’ennesima riforma approvata in fretta”.

«Deve esserci qualcosa di particolarmente stimolante nell’aria di agosto per le grandi riforme portate avanti dal presidente Occhiuto, dall’assessore Gallo e dall’assessore Minenna! Il 10 agosto 2023 abbiamo avuto quella dei Consorzi di bonifica che gravi danni ha creato ai lavoratori e a un settore che ancora oggi paga le conseguenze di una riforma approvata troppo in fretta e più volte corretta strada facendo. Nell’agosto del 2026 tocca al trasporto pubblico locale: si vuole sopprimere ART-CAL, creare una nuova S.p.A. e ridisegnare un sistema che riguarda migliaia di lavoratori e il diritto alla mobilità dei calabresi. Forse il Consorzio di bonifica qualcosa dovrebbe averci insegnato: le riforme importanti è meglio farle bene una volta, piuttosto che approvarle in fretta nel caldo estivo e correggerle più volte dopo».

È quanto dichiara Filomena Greco, capogruppo di Casa Riformista–Italia Viva in Consiglio regionale, che ha già trasmesso una richiesta urgente di accesso agli atti e un’interrogazione alla Giunta sulla riforma del TPL e sulla costituzione di AMCAL S.p.A.

«Sia chiaro: noi non difendiamo l’esistente. Il trasporto pubblico calabrese deve cambiare. Servono collegamenti migliori, integrazione vera tra ferro e gomma, bigliettazione integrata, servizi dignitosi nelle aree interne. Ma proprio perché la riforma è necessaria vogliamo capire perché la soluzione debba essere la soppressione di ART-CAL e la costituzione di una S.p.A.».

«Gli atti, al momento, raccontano una storia difficile da spiegare. La scadenza degli attuali affidamenti al 31 dicembre 2026 è nota almeno dal dicembre 2023, e già allora esisteva un cronoprogramma per riprendere il percorso delle gare. Nel marzo scorso, poi, la stessa Giunta ha adottato il nuovo Piano Regionale dei Trasporti parlando espressamente della necessità di rafforzare ART-CAL. Passano pochi mesi e l’ente che doveva essere rafforzato viene soppresso. È legittimo cambiare idea, ma sarebbe altrettanto normale spiegare perché».

«ART-CAL, è bene sottolineare, non è un ente che oggi viene liquidato perché in dissesto. Al contrario, non solo dispone di economie accumulate che serviranno anche a sostenere l’avvio di AMCAL, ma, per quanto risulta dagli atti regionali che abbiamo esaminato, aveva predisposto gli atti propedeutici necessari per procedere ai nuovi affidamenti, compreso un cronoprogramma, sottoponendoli al livello politico per le decisioni conseguenti. Un percorso che si inseriva nell’impegno assunto dalla Regione anche nei confronti dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per arrivare all’avvio della gara nel marzo 2025. A questo punto le domande sono semplici: che fine hanno fatto quegli atti e quel cronoprogramma? Perché il percorso predisposto da ART-CAL non è andato avanti? Chi e quando ha deciso di fermarlo o di cambiarlo? E soprattutto, perché oggi il problema dovrebbe essere ART-CAL, fino al punto di sopprimerla, se dagli atti risulta che l’Agenzia aveva fatto la sua parte e attendeva le determinazioni della politica?».

«E c’è anche una questione politica che non possiamo ignorare. Con AMCAL una parte importante delle decisioni si sposta ancora una volta dal Consiglio regionale alla Giunta: lo statuto della nuova società sarà approvato dalla stessa Giunta e molte scelte passeranno attraverso la governance societaria e i poteri del socio Regione. È un tema che ho già sollevato appena poche settimane fa con la modifica della legge urbanistica: infatti anche sull’aggiornamento del QTRP il Consiglio ha perso il potere di decidere, lasciando alla Commissione soltanto un parere, ed è stato eliminato persino l’obbligo della relazione annuale al Consiglio sullo stato della pianificazione territoriale. Ora ci ritroviamo davanti allo stesso problema. Pezzo dopo pezzo, le decisioni si spostano verso la Giunta e si riducono gli spazi di indirizzo e di controllo dell’Assemblea eletta dai cittadini.  Questa maggioranza continua ad approvare leggi che finiscono, una dopo l’altra, per ridurre le prerogative dello stesso Consiglio. Non è una questione di maggioranza o opposizione, ma di equilibrio istituzionale e di rappresentanza dei cittadini. E questo non è un dettaglio tecnico».

«E proprio i cittadini, insieme ai lavoratori, devono essere il punto di partenza. Vogliamo clausole sociali chiare, tutela dell’occupazione, dell’anzianità, dell’inquadramento e dei trattamenti economici. Ma vogliamo anche sapere cosa cambierà davvero per chi prende ogni giorno un autobus: per lo studente che deve raggiungere l’università, per chi va al lavoro, per un anziano che deve arrivare in ospedale, per chi vive in un comune dell’entroterra. Una riforma del TPL non si giudica dal nome della società che creiamo, ma dalla qualità del servizio che diamo ai calabresi».

«Rimane infine il problema dei tempi. Se la legge dovesse essere approvata a settembre, in pochi mesi bisognerà costituire AMCAL, approvarne lo statuto, definirne la governance, trasferire rapporti, patrimonio, personale, archivi e sistemi informativi, renderla operativa e affrontare il tema dei nuovi affidamenti. Ci sarà davvero il tempo per espletare le gare entro il 31 dicembre? Nel frattempo, nonostante la richiesta di rinvio avanzata da tutti i capigruppo di minoranza, il presidente Sergio Ferrari, evidentemente contagiato anche lui dalla fretta che sembra accompagnare questo mese di agosto, ha deciso di confermare per oggi, 31 agosto, la seduta della Commissione Trasporti e di proseguire con le audizioni quando il termine per la presentazione degli emendamenti è già scaduto. Un modo piuttosto originale di intendere l’ascolto e, soprattutto, di rispettare sindaci, sindacati, organizzazioni di categoria e tutti i soggetti convocati: li ascoltiamo quando, però, non è più possibile presentare emendamenti al testo sulla base delle loro osservazioni».

«Alla luce di tutto questo abbiamo già chiesto gli atti e presentato un’interrogazione urgente. Non siamo contrari ad AMCAL perché è nuova e non difendiamo ART-CAL perché esiste. Vogliamo che ci dimostrino che AMCAL sia davvero la scelta migliore per la Calabria e che questa riforma tuteli lavoratori, cittadini e ruolo del Consiglio regionale».

«La maggioranza sa della scadenza del 31 dicembre 2026 da quasi tre anni. Non può trasformare oggi il tempo che ha avuto a disposizione nell’urgenza di tutti gli altri. Perché agosto passa. Le leggi, e soprattutto le loro conseguenze, restano».

Filomena Greco
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