Il gruppo IGreco offre la sua disponibilità ad entrare nel pacchetto azionario del Cosenza Calcio. La sempre viva attesa del Messìa
Uno dei temi che maggiormente anima il dibattito in seno alla tifoseria rossoblù è quello relativo al passaggio di consegne al vertice del Cosenza calcio tra attuali e potenziali investitori ovvero alla costituzione di una società “pluralista”, composta da due o più soggetti economicamente forti provenienti dal mondo imprenditoriale e/o professionale. Dalla trattativa Pagliuso/Di Maro al tandem Pagliuso/Lorè passando per i più recenti avvicinamenti o pseudo tali tra l’attuale patron Guarascio e i vari Barzan, Barbieri ed ora il gruppo IGreco, si tratta di una vera e propria vexata quaestio che da sempre alimenta i sogni di gloria della città bruzia, speranzosa di riapprodare in palcoscenici ben più prestigiosi della serie C e quindi più consoni al blasone della piazza (si dice).
E così, nell’ambito di un contesto come quello attuale povero di risultati sportivi e ricco di malumori, legati a quella sensazione amara di precocissimo fallimento degli obiettivi iniziali, a tenere banco è la notizia che il prestigioso Gruppo IGreco ha intenzione di venire in aiuto del presidente Guarascio al fine di “risollevare le sorti del calcio cittadino”. Tutti conoscono la solidità economico-finanziaria del Gruppo IGreco. Tutti auspicano un salto di qualità in termini di investimenti che possa condurre il Cosenza a giocarsi il salto di categoria con Lecce, Catania e Trapani. Nessuno può chiedere al presidente Guarascio, unico a spendersi ed a spendere per il calcio a Cosenza, di investire delle cifre esorbitanti, pericolose per la sopravvivenza stessa del club ed anche, a mio parere, immorali. Se due più due fa quattro, l’accostarsi del Gruppo IGreco al Cosenza calcio rappresenta ragionevolmente motivo di fermento in seno alla piazza rossoblù, già pregustante la realizzazione delle proprie aspettative sportive.
A farsi portavoce delle cause del noto gruppo imprenditoriale è Giancarlo Greco, responsabile della comunicazione esterna del medesimo, il quale nei giorni scorsi (contestualmente all’annuncio del nuovo tecnico Braglia) è uscito definitivamente allo scoperto attraverso un comunicato divulgato dagli organi di stampa nel quale ha manifestato la disponibilità della sua famiglia «a sedersi attorno a un tavolo alla ricerca delle migliori soluzioni per provare a portare il più in alto possibile la squadra di calcio del Cosenza». Questa nota, come ovvio che sia, ha suscitato una crescente curiosità da parte del pubblico di fede rossoblù. Subito è iniziato il solito chiacchiericcio sui social e per le strade della città. La tifoseria ha chiesto a gran voce altri particolari sullo stato effettivo delle cose. Si sa, la domanda di informazioni proveniente dall’opinione pubblica è sempre alta. Detto fatto. In occasione della trasmissione radiofonica “101esimo minuto del lunedì”, in onda sulle frequenze di Radio Cosenza Nord e condotta magistralmente dai giornalisti Patrizia De Napoli e da Antonio Clausi, il popolo rossoblù ha avuto modo di ascoltare con le proprie orecchie un altro intervento di Giancarlo Greco teso a chiarire i contenuti e la portata del comunicato stampa precedentemente diffuso.

In verità, le parole del responsabile delle relazioni esterne del Gruppo IGreco poco o nulla hanno chiarito della vicenda ma, al contrario, sono sembrate favolistiche e contraddittorie, finendo inevitabilmente per addensare qualche nube di troppo sulla vicenda. Un passaggio saliente delle ultime dichiarazioni di Giancarlo Greco è stato: “Nessun contatto con il Presidente Guarascio, il nostro comunicato stampa è stato fatto per dare la nostra disponibilità, laddove ce ne fosse bisogno, a dare un contributo fattivo per la soluzione dei problemi che sta attraversando il Cosenza calcio. Noi non siamo interessati al Cosenza, noi siamo interessati al superamento di questi problemi che si sono verificati […]”. E ancora, alla domanda sulla prospettiva di creare eventualmente un “qualcosa di comune” con l’attuale proprietà del Cosenza Calcio, qualora Guarascio si mostri disponibile ad intavolare una trattativa con il Gruppo, Giancarlo Greco ha precisato: “La famiglia Greco, purtroppo, non fa società perché siamo otto soci. Noi, in ogni caso, ribadiamo la nostra disponibilità a dare un contributo fattivo, ovviamente se ci sono i presupposti. Poi se il presidente Guarascio volesse mai intraprendere un’altra strada noi non sapremmo come rispondere”.
Da libero pensatore e tifoso rossoblù non nutro preclusione alcuna verso nessuno. Anzi, da sempre auspico che si possa addivenire ad un rafforzamento della capacità economico-finanziaria della società Cosenza calcio per tentare la scalata alle categorie superiori ma non posso non rilevare l’estemporaneità di quella, che allo stato attuale, si presenta come un’operazione eminentemente mediatica, dal momento che nessun contatto c’è mai stato tra il Gruppo IGreco ed il presidente Guarascio. La prima anomalia è proprio questa. Rendere di dominio pubblico la notizia dell’interessamento ad avvicinarsi al Cosenza, affidandosi a comunicati stampa, senza prima comunicarlo al diretto interessato (Guarascio) mi avrebbe fatto pensare senza indugio, se il protagonista di ciò non fosse stato un Gruppo imprenditoriale di spessore come quello IGreco, ad una di quelle operazioni di marketing elettorale portate avanti dal legislatore contemporaneo per soddisfare supposte o artefatte esigenze sentite nella società.
Le parole di Giancarlo Greco poi sembrano oscure e contraddittorie. Affermare che non interessi il Cosenza ma solo il superamento dei problemi che esso sta attraversando non chiarisce a quali problematiche si faccia riferimento perché, fino a prova contraria, la società guidata da Guarascio gode di ottima salute dal punto di vista economico-finanziario. Semmai, i problemi possono riguardare il dato contingente della latitanza dei risultati sportivi e, per estensione, lo stile gestionale “assolutistico/assolutizzante” del giocattolo rossoblù da parte del numero uno di Viale Magna Graecia che rappresenterebbe un ostacolo ad una compiuta progettualità all’insegna della continuità tecnica. Ma questo, come si dice, è “n’atru paru i maniche“. La contraddittorietà delle dichiarazione di Giancarlo Greco tocca il suo apice allorquando, dopo aver ribadito l’intenzione del Gruppo IGreco di dare un contributo fattivo al superamento dei problemi (?) che attualmente vive il Cosenza, sentenzia che la sua famiglia non sarebbe in ogni caso disposta a costruire un progetto comune con l’attuale patron Guarascio. Se il Gruppo IGreco vuole rilevare in toto la società perché esordisce dicendo che l’intenzione è quella di aiutare la stessa per il superamento delle attuali difficoltà?

Come se non bastasse, nel corso del suo intervento radiofonico, Giancarlo Greco ha preso a commentare la partita Cosenza – Catania lasciando presupporre di aver visto la gara allo stadio. Ebbene, quale migliore occasione della partita di sabato per avere un contatto diretto ed umano con il presidente Guarascio? Cosa che lo stesso Greco afferma di non essere avvenuta. Insomma, aiutare Guarascio a risolvere i problemi del Cosenza (fantomatici e misteriosi) però senza mai parlarci direttamente, neppure durante la partita casalinga tra Cosenza e Catania, e senza nessuna prospettiva di ampliamento dell’attuale base societaria poiché l’intenzione sarebbe quella di rilevare la società nella sua totalità. A questo punto della storia non sono ancora chiare le motivazioni che inducono la famiglia Greco a volersi occupare del calcio cittadino: spirito di servizio verso la comunità oppure mera soddisfazione della propria vanità messianica? Troppi sono gli interrogativi. Mi sa tanto che per chiarire definitivamente i connotati di un affare che ha assunto ab origine le vesti pubbliche “ci vuannu atri comunicati stampa o atre interviste radiofoniche/televisive”.
Federico Perri, libero pensatore.
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