Il fotoamatore Michele Pucciano torna per il terzo anno consecutivo alla mostra contro la violenza sulle donne. Nel suo video, girato nel Parco Nazionale della Sila, la protagonista Adelaide Le Pera dà voce ai versi della poetessa Carmelita Caruso
Di Elvira Sangineto
Una libertà che si restringe giorno dopo giorno. Silenzi che la violenza psicologica di un uomo riempie di paura, umiliazioni e della convinzione di non valere abbastanza. Tormenti che non fanno rumore, che consumano, ma dai quali si può rinascere quando si ritrova la forza di riconoscere il proprio valore e il diritto di appartenere soltanto a sé stesse.
È questo il cuore del lavoro, nato dalla sinergia di tre professionisti calabresi, che intreccia immagini, voce e poesia e sarà presentato a Trieste nell’ambito della mostra collettiva “Oltre il Silenzio – Donne che lasciano il segno”, una rassegna curata da Le Vie delle Foto dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.
Si tratta di un video girato nel Parco Nazionale della Sila e nella Chiesa di San Lorenzo a Spezzano della Sila, in cui Adelaide Le Pera legge “Tormento silenzioso” di Carmelita Caruso. La poesia attraversa il progressivo spegnersi di una donna dentro una relazione di sopraffazione. All’inizio ci sono la dolcezza, le promesse, la fiducia. Poi le parole diventano strumenti di controllo e il sentimento si trasforma in prigionia, mentre chi subisce comincia a dubitare del proprio valore e persino del proprio sentire.
«Così ho imparato a chiedere scusa / anche al silenzio che dentro mi accusa», scrive Caruso. Due versi che restituiscono la profondità di una violenza capace di insinuarsi nella coscienza fino a far sentire colpevole chi la subisce. Eppure qualcosa resiste. Tra le ferite si fa strada la rinascita che, pur conservando il timore di un cammino difficile, trova una direzione: tornare ad appartenere a sé stessa.
Per Pucciano, fotoamatore di Acri vincitore di un Premio Fotografico nel 2014 a Palermo, è il terzo anno consecutivo di partecipazione: una presenza che testimonia, attraverso il linguaggio artistico, un’attenzione costante verso un tema che richiede sempre più ascolto, consapevolezza e responsabilità.
Il suo sguardo incontra in questo progetto due percorsi creativi diversi.
Quello di Carmelita Caruso, pittrice e poetessa di Taurianova, si sviluppa tra arte e scrittura. Autrice del libro “I colori che non hai saputo vedere”, ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Pegaso di Massa Carrara e il titolo di “Ambasciatrice dell’Arte e della Cultura nel Mondo”. È anche speaker su Radio Eco Sud, nel format “Le Bellezze della Calabria”.
A dare voce ai suoi versi è Adelaide Le Pera, originaria di Acri. Dopo gli studi in design d’arredamento e diversi anni trascorsi a Milano nel mondo della moda, ha scelto di tornare in Calabria e oggi gestisce un ristorante in Sila.
«Non sono più sua, sono mia, e vale». È in questo verso che il racconto trova il suo approdo: una donna che torna a riconoscersi.
Il video porta a Trieste questa voce e lascia a chi guarda una responsabilità: riconoscere la violenza anche quando non lascia lividi.
A conclusione del progetto, i ringraziamenti al commissario Liborio Bloise, al direttore Ilario Treccosti e a tutto il personale del Parco Nazionale della Sila, nonché al sindaco di Spezzano della Sila Salvatore Monaco, per la disponibilità, la collaborazione e le autorizzazioni che hanno consentito la realizzazione delle riprese.

Vai al contenuto




