Di Anna Maria Ventura
E’ stato creato un laboratorio creativo e di inclusione che vuole donare agli studenti del plesso di Mirto uno spazio utile alla socialità, alla didattica laboratoriale e all’inclusione. Ogni anno si terrà per la scuola ITE-Liceo scientifico-linguistico di Cariati-Mirto anche una borsa di studio con relativo concorso sulle tematiche educative e didattiche care alla docente scomparsa.
L’evento, promosso dal Dipartimento di Area Umanistica dell’IIS Cariati sede di Mirto, ha visto la partecipazione di studenti, docenti, autorità scolastiche e la famiglia della compianta docente.
La Prof.ssa Ferraro, originaria di Longobucco e residente a Corigliano-Rossano, era una figura di riferimento per la comunità scolastica, nota per il suo impegno nell’inclusione e nella didattica laboratoriale. La sua passione per l’educazione l’aveva portata a conseguire lauree in Economia e in Scienze dell’Educazione, oltre all’abilitazione per il sostegno. Il laboratorio “I Care”, il cui nome richiama il celebre motto di Don Lorenzo Milani, rappresenta la concretizzazione del suo desiderio di creare uno spazio dedicato alla creatività e all’inclusione.

Durante la cerimonia, la Dirigente Scolastica, Prof.ssa Sara Giulia Aiello, ha sottolineato l’importanza di mantenere vivi gli insegnamenti e i valori della prof.ssa Ferraro, invitando docenti e studenti a proseguire nel solco da lei tracciato. Il Prof. Francesco Fuoco, coordinatore dell’iniziativa, ha ricordato come l’idea del laboratorio fosse nata proprio dalla volontà della docente di offrire agli studenti uno spazio dove poter esprimere la propria creatività in un ambiente inclusivo.
La famiglia della Prof.ssa Ferraro, presente all’evento, ha espresso profonda gratitudine per l’iniziativa, sottolineando quanto l’inclusione fosse un tema caro alla docente. L’intitolazione del laboratorio serve anche a conservare e trasmettere il prestigio e l’affetto che la la Professoressa Ferraro ha saputo conquistare nella sua carriera educativa. In questo spirito, è stato proposto e approvato che il progetto “I Care” venga riproposto negli anni avvenire e denominato: “I Care – Anna Maria Ferraro”. Il progetto rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sull’importanza dell’educazione come strumento di emancipazione e di crescita personale e collettiva.
In questa occasione speciale, in cui il tempo sembra essersi fermato, la famiglia e la comunità scolastica si sono stretti in un abbraccio ideale, silenzioso e profondo, intorno al piccolo figlio di Anna Maria, unite da un desiderio che nasce dal cuore: custodire e tenere vivo, giorno dopo giorno, il ricordo di una madre straordinaria nel cuore di suo figlio.
Lei era luce gentile, presenza forte e discreta, capace di seminare amore in ogni gesto, in ogni parola, in ogni sguardo. Ed è proprio quella luce che ora si desidera proteggere e tramandare, come un fuoco sacro che non deve spegnersi. Perché anche se il tempo non può riportarla tra le braccia di chi l’ha amata, il suo spirito può continuare a camminare accanto a suo figlio nella voce di chi la ricorda, nei racconti pieni di tenerezza, nei gesti d’affetto che giorno dopo giorno gli verranno donati.
La scuola diventa così più di un luogo d’apprendimento: diventa casa, rifugio, memoria viva. Un posto in cui quel bambino, ogni volta che lo vorrà, potrà ritrovarsi, circondato dalla bellezza dell’eredità lasciata da sua madre, un’eredità fatta di valori, sorrisi, cura, forza e dolcezza.
La famiglia, con occhi che conoscono il dolore ma anche il coraggio, si impegna a essere ponte tra ciò che è stato e ciò che sarà, affinché quel legame non si spezzi, ma si trasformi in una presenza silenziosa e costante.
Così, con discrezione e infinito amore, tutti insieme, comunità scolastica e famiglia, si prenderanno cura del ricordo di lei, affinché quel piccolo cuore possa, crescendo, sentire che la sua mamma non è mai davvero lontana. Vive nei gesti d’amore che lo circondano, nel bene che continua a generare. In ogni passo che farà, saprà che non è mai solo.
La cerimonia si è conclusa con la svelatura della targa commemorativa che prenderà posto all’ingresso del laboratorio, simbolo tangibile di un’eredità che continuerà a vivere attraverso le generazioni future.
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