Il pezzo si trasforma in un manifesto nazionale dell’inclusione. Il progetto unisce il Paese attraverso il potere terapeutico e aggregativo della musica
Il prossimo 18 maggio segnerà il lancio ufficiale di “Accendi la notte”, il nuovo progetto musicale nato dall’incontro straordinario tra due realtà d’eccellenza del Terzo Settore: l’associazione I Custodi del DNA e l’impresa sociale La Casa di Alberto.
Il brano, nato durante l’evento Pineraro 2026, è stato concepito come la sigla ufficiale dell’Estate della Gentilezza, un centro estivo inclusivo che accoglie bambini con sviluppo tipico e bambini con bisogni speciali, promuovendo una cultura dell’accoglienza e della bellezza oltre la fragilità.
Un incontro di sogni e note
Musica e parole portano la firma del “Custode” Adriano Coschiera, mentre la voce è affidata alla sensibilità di Laura Scrivo. Sebbene le missioni delle due associazioni possano apparire distanti — i Custodi si occupano di sensibilizzazione sulle sindromi genetiche rare, mentre La Casa di Alberto ha l’obiettivo di sostenere bambini e famiglie con fragilità — il punto di contatto è profondo: custodire la fragilità e accompagnare la fatica con un tono leggero, brillante e pieno di speranza.
Il Pulmino dei Sogni
Il brano celebra una realtà concreta operante nel torinese: il “Pulmino dei Sogni”. Non un semplice mezzo di trasporto, ma un veicolo che accompagna bambini e famiglie non solo alle terapie, ma soprattutto alla realizzazione di piccoli e grandi desideri, portando luce nei moments di prova più difficili.
Un video corale
Il lancio sui canali digitali e YouTube sarà accompagnato da un video che è un vero mosaico di partecipazione. Protagoniste sono le “famiglie rare” e i loro amici, che hanno contribuito con video realizzati nelle proprie case. Le allieve della scuola di danza “Il Mondo a Passo di Danza” di None hanno offerto un contributo delicato e straordinario: studiando una coreografia dedicata per far ballare l’intera comunità hanno testimoniato con i fatti che empatia e sensibilità sono gesti ordinari alla portata di tutti in grado di accendere davvero le situazioni anche più buie.
“Vogliamo che questa canzone sia un’esplosione di energia”, dichiarano gli autori. “Non è un racconto sulla malattia, ma una testimonianza di come la speranza possa diventare una presenza costante e luminosa.”

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