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Uragano Harry, FIBA Calabria: «Danni gravissimi, subito risorse per i balneari»

L’uragano “Harry” ha lasciato una scia di distruzione lungo i litorali della Regione Calabria, colpendo con inaudita violenza le aziende balneari, in particolare sulla costa Jonica. I danni materiali subiti dalle strutture a causa delle inondazioni sono definiti “gravissimi” dalla Federazione Italiana Imprese Balneari (FIBA).

Lo stato di calamità non basta

Nonostante l’apprezzamento per la dichiarazione dello “stato di calamità” adottata dal Governo, il Presidente di Confesercenti FIBA Calabria, Vincenzo Farina, sottolinea l’urgenza di risorse adeguate alla catastrofe:

“Siamo pronti, pur con il magone, a rimetterci all’opera. Chiediamo solo di essere messi in condizione di sostenere lo sforzo economico e psicologico per rimettere in piedi aziende che garantiscono da decenni servizi di qualità.”

Le richieste urgenti al Governo

Per evitare la chiusura definitiva di numerose imprese familiari e la perdita di migliaia di posti di lavoro stagionali (da aprile a ottobre), FIBA Calabria ha presentato un piano d’intervento in cinque punti:

  • Sostegno Finanziario: Accesso a fondi per il 50% a fondo perduto e il restante 50% tramite prestiti a tasso zero.
  • Moratoria Bancaria: Sospensione di 2 anni sui mutui in essere per le imprese colpite.
  • Sgravi Fiscali: Riduzione del 50% degli oneri sulle assunzioni di personale stagionale per le annualità 2026-2027.
  • Semplificazione Burocratica: Procedure rapide per la ricostruzione “tal quale” mediante comunicazioni asseverate da professionisti.
  • Tutela delle Concessioni: Estensione delle concessioni demaniali marittime per un periodo di almeno 9 anni in deroga alle normative vigenti.

Difendere l’identità del turismo calabrese

La preoccupazione principale riguarda la tenuta del sistema di accoglienza turistica. Secondo Farina, il supporto non è solo economico, ma serve a garantire la sopravvivenza di un’identità storica legata all’ospitalità balneare:

“Chiediamo supporto per continuare a garantire migliaia di posti di lavoro e per evitare che numerose imprese rischino di non ripartire proprio all’alba della nuova stagione.”

Mare in tempesta
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