COSENZA (4-4-2): Micai, Rispoli (Zilli), Meroni, Vaisanen, Martino (Lavardera), Florenzi, Voca, Brescianini (Merola), Kornvig (D’Urso), Nasti, Larrivey (Cortinovis). All: Viali. Panch: Lai, Marson, Venturi, Rigione, La Vardera, Prestianni, Cortinovis, Brignola, Merola, Zilli.
BENEVENTO (4-3-2-1): Paleari; El Kaouakibi, Veseli, Glik, Foulon, Koutsoupias (Kubica), Schiattarella, Karic (Forte), Improta, Ciano (Farias), La Gumina (Simy). All: Cannavaro. Panch: Manfredini, Pastina, Capellini, Kubica, Agnello, Basit, Farias, Simy, Forte, Thiam Pape, Perlingieri, Sanogo
ARBITRO Giacomo Camplone della sezione di Pescara. ASSISTENTI Valerio Colarossi della sezione di Roma 2 e Mattia Politi della sezione di Lecce. IV UFFICIALE DI GARA Claudio Petrella della sezione di Viterbo. VAR Valerio Marini della sezione di Roma ASSISTENTE VAR Vito Mastrodonato della sezione di Molfetta.
AMMONITI: Foulon, Nasti, Meroni, Voca,
MARCATORI: 31′ Ciano (R), 89′ Vaisanen
NOTE: giornata poco nuvolosa, spettatori meno di un migliaio, tra cui 130 provenienti da Benevento. Prima dell’inizio del match osservato un minuto di raccogliemnto in memoria di Gianluca Vialli. Recupero: 2′ e 4′
COSENZA – Se il silenzio vale più di mille parole, Cosenza oggi ha urlato forte il suo dissenso. In uno stadio per la prima volta di fatto vuoto per protesta contro il presidente Guarascio e per le attese (di mercato e non solo) tradite, un gol al fotofinish di Sauli Vainsanen gela Cannavaro e un Benevento che aveva creduto nel blitz. Il solito rigore regalato concede grazia e punti a un Benevento che non ne aveva di certo bisogno e, un pò come tante delle squadre scese al Marulla, ha fatto il compitino senza scomporsi. Viali? Ha cambiato poco, tardi e male (perchè Martino out?). Avrebbe forse potuto affrontare con due torri la muscolare difesa del Benevento (dove un certo Glik si fa ancora rispettare a dispetto dell’età). Le occasioni non create e i palloni di testa sempre preda della difesa campana, d’altronde, gli danno ampiamente torto. Anche la scelta di affidare ai “leggeri” Nasti e Merola il compito di scalfire la fisicità dei marcantoni della retroguardia giallorossa, si è rivelata infruttuosa. E però proprio da una torre del picoclo Merola è nato un gol che forse salva la panchina ma lascia sul tappeto i problemi,
LE FORMAZIONI – Viali, in attesa dei sospirati rinforzi ancora in freezer (almeno 5-6 in arrivo nelle prossime ore, pare), sceglie Micai tra i pali ma non schiera l’altro ultimo arrivato Cortinovis e si priva pure di D’Urso, almeno inizialmente, dentro Kornvig. Nasti e Larrivey di punta. Cannavaro, anch’egli nel bel mezzo delle dinamiche di mercato, e senza molti big tra cui Leverbe e Letizia,smentisce le previsioni non puntando forte su Forte (ci perdonerete il gioco di parole) bensì su Antonino Lagumina e aspetta che patron Vigorito sblocchi le compravendite.
LA CRONACA – Il Cosenza inizia vestito con un abbozzo di 4-4-2. Al 6′ prima indecisione Meroni – Micai e Lagumina per poco non ne approfitta. Pochi secondi dopo un tocco scomposto di Larrivey nella propria area genera apprensione, ma per il Var (e per noi) il braccio è aderente al corpo. I rossoblù provano a scrollarsi di dosso la paura impostando un inizio gara attento ma discreto in fase propositiva. Tra tutti, Florenzi e Kornvig sembrano aver giovato della lunga sosta. Discorso identico, e non c’è da meraviogliarsi, per Martino, sempre utile quando scende a sinistra. La prima iniziativa è con un destro a giro di Voca che non preoccupa Paleari. Il Benevento prova qualcosa ma spesso la testa sembra ancora sotto l’albero. Al 22′ però, su una brutta palla persa in mediana da Larrivey, Lagumina prova la ripartenza mortifera con tiro annesso ma Micai c’è. Così come c’è, al 24′, il giallo per Nasti : diffidato, salterà Modena. Al minuto 28 però, l’ennesima frittata di stagione, con Martino che vanifica tutto quanto di buono fatto saltando in modo scomposto sul cross di Camillo Ciano. E’ rigore e lo stesso Ciano si prende un rischio enorme tirando centrale, Micai la tocca ma non basta. Il guaio è fatto: 0-1. Un minuto dopo la rabbia Florenzi procura un ottimo calcio piazzato dal limite d’aria, ma Kornvig ci regala l’ennesima punizione calciata in curva dal Cosenza quest’anno. Replica campana con Koutsoupias, Micai storna in corner. E’ l’ultimo segnale degno di nota del primo tempo. Il solito primo tempo con la solita ingenuità difensiva a rovinare tutto.
Il secondo tempo non regala facce nuove. Il Cosenza mostra da subito qualche distrazione di troppo a centrocampo ma al 53′ uno strano cross per poco non beffa Paleari: palla sul palo. E’ l’ultimo sussulto dell’ex Foggia che poco dopo viene inspiegabilmente sostituito da Viali (dentro Lavardera, assieme a Merola). In campo si alzano i decibel del nervosismo, il Cosenza è proteso alla ricerca del gol ma si conferma sterile e lascia praterie che al 60′ Lagumina non sfrutta per mera imprecisione davanti a Micai. E mentre il Cosenza si incarta e nulla produce, il Bnevento va di fioretto e sbuccia sempre l’occasione del 2-0 tombale. La potenziale ripartenza dei rossoblù del 67′ , clamorosamente cestinata da Nasti dopo un errore in uscita del Benevento, dà la misura dello sconforto tattico del quale, purtroppo, i tifosi rossoblù, iniziano ad abituarsi. Al 71′ è l’ora (tardiva) di D’Urso e poco dopo di Cortinovis e Zilli. In mezzo un tentativo al volo di Schiattarella, stile karate, mandato alto. Il Cosenza continua ad evaporare, e quando sembra tutto perso, all’89 arriva la beffa rossoblù: corner di D’Urso, sponda del piccolo Merola e il piede di Vaisanen a regalare un gol insperato.
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