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Vertenza ex LSU-LPU: UGL incalza la Regione Calabria su orari, pensioni e mobilità

Trattativa infuocata tra UGL e Regione per gli ex LSU-LPU. Le richieste: 36 ore settimanali, contributi previdenziali e mobilità tra enti. Vertice di 3 ore con Mancuso e Calabrese.

Quasi 3 ore di incontro con la Regione Calabria per la vertenza dei dipendenti pubblici ex Lsu Lpu (che oggi rappresentano ben il 95% dei dipendenti comunali), ripresa da Ugl Autonomie, la cui delegazione era formata da dirigenti nazionali e regionali, Gianvincenzo Benito Petrassi, Romolo Cozza, Oreste Valente, Luca Muzzopappa, Giovanni Conforti, Giulio Pignataro.

Per la Regione erano presenti il Vice Presidente della Giunta, on. Filippo Mancuso, l’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese, il capogruppo di “Occhiuto presidente”, on. Pierluigi Caputo.

Grazie all’Ugl, è stata riattivata, da un anno a questa parte, una vertenza che dormiva da troppo tempo, rappresentata dal precariato regionale più longevo; consapevoli comunque sia delle tante altre vertenze aperte rispettose tutte di attenzione e sia delle migliaia di precari interessati che meritano adeguate risposte.

 Alla richiesta dell’Ugl di ripristinare per intero il “Fondo storicizzato”, la Regione ha comunicato che solo una parte delle economie del Fondo, verrà recuperata e reinvestita nell’aumento delle ore (rif. annualità 2025). Ciò viene incontro solo parzialmente alle proposte sindacali e pertanto pertanto l’UGL non può ritenersi pienamente soddisfatta, ribadendo che la richiesta Ugl è il recupero e reimpiego per intero delle economie, fattore per cui proseguirà la lotta.

Circa la Mobilità fra Enti, l’ass. Calabrese ha tenuto a specificare che i precedenti tentativi, non hanno portato purtroppo a nessun risultato. Non sapeva però di una maggior disponibilità registrata da Ugl Autonomie, nei recenti incontri al Ministero del Lavoro e pertanto, gli esponenti della Regione si sono resi disponibili a sostenere tale punto in caso di convocazioni ministeriali.

Ugl Autonomie ha quindi focalizzato l’attenzione sui contributi previdenziali per favorire l’integrazione in fase di quiescenza ed evitare l’inaccettabile povertà pensionistica di questi dipendenti pubblici.

Una problematica considerata meritevole di approfondimento dagli interlocutori politici regionali, finora mai giunta ai tavoli di trattativa. Su queste basi le parti chiederanno un incontro al Ministero per esplorare la possibile definizione della misura.

Questo, conclude la nota Ugl, è solo il primo incontro di un percorso che dovrà portare alla risoluzione definitiva di questa trentennale vertenza.  L’UGL ha chiesto che nei prossimi tavoli venga coinvolta anche l’Anci e quindi i Sindaci, primi fruitori del bacino di ex Lsu Lpu, perché proprio i Comuni, reali beneficiari di questo lavoro povero legalizzato, non possono prescindere dal contributo determinante di tali loro dipendenti.

Apprezzabile che finalmente, dopo tanti anni, in un incontro approfondito, tornano a essere discusse con i massimi livelli regionali tutte le tematiche alla base della piattaforma sindacale dell’Ugl.

Vertenza ex LSU-LPU, UGL incalza la Regione Calabria
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