Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera commenta l’esito giudiziario: «Un’inchiesta non è mai una condanna. Serve uno sforzo culturale della sinistra contro i processi mediatici e lo stillicidio dell’opinione pubblica».
Le ripetute assoluzioni del procuratore Eugenio Facciolla ci ricordano una cosa: le forze politiche devono essere sempre garantiste. Nel rispetto della magistratura ma anche del principio della presunzione di innocenza che è inderogabile.
Lo afferma il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Alfredo Antoniozzi.
Non bisogna mai pensare che un’inchiesta qualsiasi inchiesta significhi condanna. È questo il vero problema culturale che abbiamo in Italia.
Il nostro governo ha introdotto novità importanti in materia di garanzia ma da questo punto di vista serve lo sforzo di una sinistra che si renda conto che i processi mediatici sono uno stillicidio. Riguarda Facciolla ma ogni singolo cittadino.
Bisogna rispettare la Costituzione – conclude Antoniozzi – e osservarla. Bisogna fare politica usando le armi della civiltà e non quelle improprie di giudizi che poi possono rivelarsi infondati.

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