ASCOLI – COSENZA 0-1
ASCOLI (3-4-1-2):Vasquez; Vaisanen (Streng), Botteghin, Mantovani; Falzerano (Celia), Masini, Di Tacchio , Zedadka,Caligara(D’Uffizi), Duris (Tarantino), Nestorovski (Rodriguez). ALLENATORE Carrera.PANCHINA Viviano, Bolletta, Giovane, Streng, Celia, Quaranta, Adjapong, D’Uffizi,Tarantino, Milanese, Valzania, Tavcar, Maiga Silvestri, Rodriguez.
COSENZA (3-5-2) Marson, Meroni, Camporese, Fontanarosa. Marras, Antonucci (Cimino), Calò, Voca (Zuccon), D’Orazio (Frabotta), Forte (Mazzocchi), Tutino (Canotto). ALLENATORE Viali. PANCHINA Lai, Castelnuovo, Cimino, Gyamfi, Frabotta, Zuccon, Viviani, Florenzi, Praszelik, Canotto, Mazzocchi, Crespi.
ARBITRO Marco Piccinini della sezione di Forlì. ASSISTENTI Daisuke Emanuele Yoshikawa della sezione di Roma 1 e Aniello Fabrizio Ricciardi della sezione di Ancona. IV UFFICIALE DI GARA Gianluca Renzi della sezione di Pesaro. VAR Luigi Nasca della sezione di Bari. ASSISTENTE VAR Daniele Chiffi della sezione di Padova.
MARCATORI: Tutino 42′
AMMONITO: Vaisanen, Falzerano, Mantovani, Calò, Di Tacchio, Camporese, Zuccon, Fontanarosa, Meroni
NOTE: Pomeriggio di pioggia battente, spettatori 8.073 con circa 200 tifosi rossoblù presenti (alla gara era possibile assistere solo se munuti di Tessera del Tifoso). Recuperi: 2′ e 8′
Il Cosenza vince ancora, il Cosenza è praticamente salvo. Basta l’ennesimo gioiello di Tutino per sbancare il Del Duca e inguaiare l’Ascoli (0-1). Grande prova di maturità tattica dei ragazzi di Vaili che mai prima a opra erano riusciti a conservare un minimo vant6aggio acquisito nel primo tempo. E lo hanno fatto con unghie e denti. Il finale di campionato diventa, di colpo, intrigante, ma per ora è bene fermarsi qui.
Ecco cronaca e formazioni.
LE FORMAZIONI – Viali rispolvera Marson (all’esordio stagionale) al posto di Micai squalificato. L’altro appiedato, Venturi, è sostituito da Fontanarosa. Nel Nel centrocampo a 5, con Antonucci nel ruolo di mezz’ala destra e Voca a sostituire il panchinaro Zuccon. A Tutino viene affiancato il rinfrancato Forte.
Nell’Ascoli, senza il cosentino Bellusci, in difesa Carrera (ancora imbattuto in casa) sceglie Botteghin, match winner nella vitale vittoria del Picchio a Terni. Mancano anche bomber Pedro Mendes, oltre a Bogdan, Kraja, Gagliolo, Mendes, Bayeye, Falasco. Recupera D’Uffizi, che si accomoda in panchina.
Partita dai mille e uno amarcord: tensione, inutile ribadirlo, alla stelle. In campo e sugli spalti.
LA CRONACA – Si inizia sotto il diluvio e con i lupi in tenuta verde e pantaloncini bianchi. E dopo un muniuto lupi vicnini al gol con la solita punizione tagliata di Calò, sporcata dalla difesa di casa che rischia l’autogol. Al 5′ invece l’inerzia della gara pare spostarsi dalla parte dei padroni di casa, quando Piccinini assegna un rigoire all’Ascoli per tocco di mano di Camporese. Tocco assolutamente non da rigore in quanto il difensore rossoblù “riattacca” il braccio al corpo al momento dell’impatto con il pallone. Decisione che pare corretta, al netto delle proteste ascolane. Il campo ibnzuppato non aiuta il Cosenza a sviluppare il suo palleggio basso. Si viacchia suklla palle da fermo come fa l’Ascoli all’8′ quando un guizzo di Marson sugli sviluppi di corner nega la marcatura a Di Tacchio.
Nonostante il campo pesante, l’Ascoli ringhia e sembra sgusciare bene sulle corsie esterne (specie a destra) dove il Cosenza decide di prendersi qualche rischio.Al 16′ ancora a un passo dalla marcatura quando Zedadka colpisce il palo su cross da sinistra e sullo sviluppo dell’azione l’Ascoli protesta ancora per un sospetto contatto Masini – Marson, Piccinini dice no.
Spinge il Del Duca, l’Ascoli prova a fare male ancora su corner, il Cosenza sembra sempre ancora fermo ai posti di blocco. Al 25′ il Cosenza pareggia il conto dei legni con Camprese che spizza la punbizione di Calò da sinistra e centra l’ennesimo montante della stagione. Esgera lo stesso Calò in voleè al 26′ dal limite: palla alle stelle ma il giocatore è in fiducia. Cala il ritmo della pioggia e sale quello del Cosenza che, grazie agli scambi efficaci palla a terra, prende il possesso delle operazioni a metà campo. E al 36′ bussa ancora con lo stacco di testa di Forte su cross da sinistra di Voca, palla di poco alta. Quando invece si sceglie l’opzione palla lunga passando dai piedi Marson, i lupi non trovano sbocchi offensivi convincenti. Per ora, ai lupi importa monopolizzare il possesso palla, missione riuscita, in attesa del colpo. Colpo che arriva al 42′ quando Tutino incornicia a giro di destro da dentro l’aria l’enensima opera d’arte, lì dove Vazquez non può proprio arrivare: perla numero 17 di Gennaro e lupi avanti.
Nella ripresa, che non vede cambi, parte in assetto offensivo l’Ascoli che sfiora subito la rete con Caligara da fuori al 48′ (fuori di poco, corner). Sull’out sinistro rossoblù D’Orazio continua a soffrire un pò Falzerano. Ci provano di testa Di Tacchio e Duris, Marson c’è. Ben più opericoloso il sinistro di Caligara su errore in uscita dei rossoblù, la sfera soffia sul palo. Marson ancora a aree glui straordinari su Duris, sul cambio di fronte è il Cosenza a rischiare il raddoppio su un quasi autogol dei locali, solo corner. Al 56′ Calò illuminante dalle retrovie per D’Orazio che questa volta costringe Falzerano ad abbassarsi e a prendere un giallo, potenziale grossa palla gol per i silani. Corso il rischio, Carrera butta dentro Tarantino e Rodriguez. Al 60′ Marson, tutt’altro che sicuro, si fa male alla spalla in un contrasto aereo. Nell’azione pasticcia anche Marras, ma il Cosenza si salva col brivido.
Cerca di stemperare la pressione un fischiatissimo Viali: fuori Voca, Forte e D’Orazio, dentro Mazzocchi, Zuccon e Frabotta. Nelle intenzioni, un ricostituente per un Cosenza che soffriva, ma senza eccessi, il ritmo del Picchio. Al 71′ Calò a terra a palla lontana, vogliono il rosso epr Rodriguez i rossoblù, non paiono esserci gli estermi, e Piccinini in effetti soprassiede.La gara si ferma per parecchi minuti, tabnto tropo nervosismo in campo: ne fanno le spese Calò, Camporese e un nervosissimo Di Tacchio, giallo per loro. Al 76′ match ball per il Cosenza su magistrale uscita di Camporese e uscita in contropiede: Mazzocchi si fa ipnotizzare da Vazquez.
Insiste Viali, che toglie per i kilometri di Canotto, fuori Gennaro. Forze fresche anche nell’Ascoli, e fuoriu un furente Vaisanene che ha cercato con caparbia il gol dell’ex. L’Ascoli, castigato anche dagli altri risultati, prova il tutto per tutto e all’84’ ottiene un altro rigore per presunto fallo di Marras su Rodriguez. Piccinini lo va a rivedere anche stavolta e anche stavolta torna sui suoi passi.
Intanto dentro Cimino per un esausto Antonucci. All’88’ Cosenza vicino al capitombolo con Fontanarosa che rischia l’enensimo potenziale autogol di una gara vibrante. Si finisce con otto minuti otto di autentica sofferenza. Il Cosensza vince, il Cosenza è praticamente salvo.
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