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19 luglio: fermi tutti, oggi si ricorda e si celebra Gigi Marulla

Ci sono giorni che passano così, veloci, senza lasciare traccia, uguali a tanti altri, quasi a non voler essere annotati sul taccuino dei ricordi a lungo termine.

O forse è semplicemente colpa nostra, della nostra frenesia, non siamo capaci di coglierne l’importanza, siamo troppo indaffarati a sbrigare le faccende del vivere quotidiano. Ci sono le festività, che ci costringono ad una pausa, a fare reset di tutto, ad aprire il cassetto e a riporci dentro le cose da fare domani. Ci sono le ricorrenze, gli anniversari, a cui non importa di quale giorno della settimana si tratti.

Coreografia in suo onore prima di Cosenza-Trapani

In tutto questo c’è la memoria di un tifoso di calcio: ferrea, vivida, non dimentica nulla. Apriamo la sua agendina e troveremo tante date da ricordare sottolineate a penna. C’è poi la memoria di un tifoso, ma non uno qualsiasi, è un tifoso del Cosenza; ve ne accorgerete perché le giornate da celebrare sono segnate con due pennarelli, il rosso e il blu.

Sono ricordi di partite, di 90 minuti memorabili, di lacrime di gioia e di amarezza. 6 aprile, dal 1985 si celebra l’ultima vittoria in casa nel derby con il Catanzaro; 5 giugno, dal 1988 è il giorno della promozione in B targata Gianni Di Marzio; 26 giugno, dal 1991 è l’occasione per ricordare lo spareggio vittorioso con la Salernitana; 14 giugno, dal 1992 è la delusione della serie A svanita a Lecce; 8 giugno, dal 1997 è la tristezza per la retrocessione di Padova; 31 luglio, dal 2003 è l’addio ai sogni di gloria e alla B; 22 aprile, dal 2015 è il momento del primo trofeo nazionale dei lupi; 16 giugno, abbiamo già festeggiato il “mesiversario”, figuriamoci il prossimo anno per il primo anniversario del ritorno in serie B.

Ma la memoria di un tifoso non è fatta di sole partite, ci sono eventi che nulla hanno a che fare con l’ambito sportivo e che ci riportano alla realtà. È la vita reale ed è ben altra cosa rispetto a 11 persone che corrono dietro ad un pallone. I veri anniversari da celebrare ci impongono di fermarci, di riflettere e di ricordare; se in silenzio, in solitudine, in compagnia decidetelo voi, ma di assicurare un tributo a chi ha lasciato un vuoto.

Gigi Marulla (photo Pescatore-Tucci)
Gigi Marulla (photo Pescatore-Tucci)

Il 18 novembre tocca a Denis Bergamini, l’1 ottobre a Massimiliano Catena. Oggi è il 19 luglio, e basta dire Gigi Marulla per non dover aggiungere altro. Sui muri della nostra città abbiamo letto di tutto in tanti anni di onorificenze popolari consegnategli dalla gente: Marulla Sindaco, Re di Cosenza, ma la più bella rimane ‘Io da grande voglio essere Gigi Marulla‘.

Tre anni fa l’idolo di una generazione e non solo è passato a miglior vita, così si dice. Forse non ci abitueremo mai a parlare di lui al passato, forse non dovremmo farlo, forse perché da qualche parte ancora c’è, con la sua maglia numero 9, con i suoi gol. A proposito di gol: si, ti abbiamo perdonato i 21 anni di attesa per rivederti segnare. Dal 1997, rete numero 91 a Padova, al 2018, rete numero 92 al Südtirol. Ne è valsa la pena aspettare. Ciao Gigi, grazie Gigi.

(Immagine di copertina Cavaliere)

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