Scegliere il 25 aprile come “Festa della Liberazione” o come “Anniversario della Liberazione d’Italia”è un atto dovuto, a seguito della legge n.269 del Maggio 1949, presentata da Alcide De Gasperi in Senato nel Settembre 1948, decisione presa il 22 aprile del 1946, in memoria di quel 25 Aprile e dei mesi precedenti , quando migliaia di persone, pelopiù partigiani combattevano contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.
In questa data sono tante le celebrazioni e tante le associazioni combattentistiche che si riuniscono per ricordare un anniversario rivolto all’Italia e agli Italiani.
E’ un giorno di Festa nazionale, utilizzato da molti per spostarsi dalla propria città e per l’occasione molti italiani hanno scelto mete variegate per trascorrere il lungo ponte del 25 Aprile, abbinando allo svago la possibilità di assistere a mostre, eventi e sagre attraverso itinerari prestabiliti.

Oggi su quasi tutti i giornali la notizia della Festa della Liberazione appare sulle prime pagine, si intende perpetuare il ricordo, ricco di appuntamenti, cortei, musica, dibattiti per celebrare il 74esimo anniversario della Liberazione.
La memoria è un dovere? Sì, lo è e lo conferma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nell’ambito della celebrazione del 25 Aprile, si è recato presso l’Altare della Patria per deporre la corona d’alloro al Sacello del Milite ignoto, e anche a Vittorio Veneto ha continuato la manifestazione celebrativa ( manifestazioni che dalla Capitale saranno anche ad Assisi, Milano in piazza Duomo e in altre città rappresentative).
Anche il premier Giuseppe Conte ha deposto una corona davanti al Sacrario delle Fosse Ardeatine, in memoria dell’eccidio di 335 persone tra militari e civili, una corona che deve essere il simbolo della libertà e della liberazione nel nostro vivere quotidiano.
E’ un anniversario di tutti, di chi crede nei valori della democrazia e della libertà, a dispetto di tradisce il patto per l’Italia, o meglio di chi dimentica che la libertà è una conquista e un valore aggiunto.
Sono tante le polemiche scaturite dalle dichiarazioni del titolare del Viminale, che nel giorno della Liberazione parla della sua sfida alle mafie, dopotutto la memoria e la storia costituiscono una sottoscrizione internazionale, che si rivolge a tutta la comunità, e a tutti coloro che abbiano una coscienza critica, in grado di educare alla verità, al discernimento,senza cadere nella trappola del pressappochismo e della mediocrità.
Vai al contenuto




