Secondo il pm Carlo Villani il presidente Umberto De Rose e sette componenti del Cda sarebbero colpevoli di abuso d’ufficio. Tra gli incarichi sospetti quelli ai figli del senatore Antonio Gentile
E’ una svolta clamorosa ma non del tutto inattesa quella che ha preso l’indagine della Procura di Catanzaro, coordinata nell’occasione dal pm Carlo Villani, e che ha visto coinvolti nomi importanti del panorama politico ed economico regionale, a partire dal presidente di Fincalabra, Umberto De Rose.

Il numero uno della società finanziaria regionale, così come sette tra componenti del Cda e della commissione esaminatrice sono indagati per abuso d’ufficio, ma per De Rose (stampatore di ‘Calabria Ora’) c’è anche l’accusa di minacce. Secondo le indagini, coordinate dal pm Carlo Villani, vi sarebbero state irregolarità nell’assegnazione di incarichi, a partire quella di Andrea e Lory Gentile, figli del senatore Antonio (oggi nel Nuovo Centro Destra).
Ci sarebbero state pressioni e minacce nei confronti di una dirigente della Regione Calabria che avrebbe espresso il proprio dissenso per la scelta del personale cui affidare un incarico e in quell’occasione, secondo l’accusa De Rose, oltre al reato di abuso si sarebbe reso colpevole anche di quello di minacce a pubblico ufficiale cercando di intimidire la funzionaria in questione intimandole che l’avrebbe fatta rimuovere dall’incarico se avesse continuato ad opporsi.
Quasi paradossale rimane la situazione di ‘L’Ora della Calabria‘ che dopo aver pubblicamente denunciato forti pressioni da parte della famiglia Gentile, in particolare del senatore, per non far uscire notizie scomode riguardanti i suoi figli, ora rischia la chiusura definitiva.
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