Quello della donazione degli organi è un argomento sensibile e personale. Per tale motivo richiede una riflessione approfondita al fine di prendere decisioni informate e consapevoli.
Il suo impatto positivo sulla salute e sul benessere delle persone bisognose è innegabile, salva vite e ne migliora la qualità di quelle affette da gravi malattie. È un atto di grande altruismo che offre speranza e opportunità per coloro che altrimenti potrebbero non sopravvivere.
In vista della 26ma Giornata nazionale della donazione degli organi che si celebra domenica 16 aprile è stata redatta una classifica delle regioni italiane in tema di donazione.
I valori dell’indice del dono sono espressi in centesimi e tengono conto di alcuni indicatori come la percentuale dei consensi, quella delle astensioni e il numero dei documenti emessi.
La Calabria, in questa graduatoria, ha ottenuto un primato negativo.
E’ risultata, infatti, 21/ma e ultima tra le regioni e province autonome italiane, come nel 2021, con un indice del dono di 50,58/100 (consensi alla donazione: 59,7%), sotto la media nazionale che nel 2022 si è attestata a quota 58,64/100 (consensi 68,2%).
Nonostante questo dato negativo, c’è, tuttavia qualche segnale di speranza.
C’è un comune calabrese in provincia di Cosenza, Cellara, che spicca per generosità ed è stato collocato al settimo posto tra tutti i piccoli comuni italiani.
“Cellara – è scritto in una nota – ha raggiunto un indice di 87,14/100, grazie a un tasso di consensi del 90% e a un’astensione dell’11,8%: un dato che è valso il primato calabrese e l’ingresso tra i primi dieci comuni italiani in assoluto. Il resto del podio regionale è appannaggio di comuni della provincia di Reggio Calabria: Fiumara è al secondo posto, Scilla al terzo. E’ invece Vibo Valentia la migliore tra le cinque province nel complesso, 89/ma su 107 a livello nazionale, mentre Catanzaro è 90ma, Cosenza 96/ma, Reggio Calabria 103/ma e Crotone 106ma”.
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