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Sottosegretari, Alecci (PD) rompe il silenzio: «Su Figliolia troppe bugie, la nomina non è gratuita»

Il consigliere dem attacca la narrazione della Giunta Occhiuto: «I cittadini devono sapere che questo incarico ha un costo per le casse regionali».

In queste ore sono circolate diverse ricostruzioni secondo cui la nomina dell’Avv. Ettore Figliolia a Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale sarebbe addirittura gratuita. Proprio per questo riteniamo doveroso richiamare tutti a una lettura rigorosa e non propagandistica degli atti ufficiali. Il decreto del Presidente della Regione n. 26 del 14 aprile 2026 dispone che al Sottosegretario siano riconosciute le indennità previste dall’articolo 1-ter, comma 5, lettera c), della legge regionale n. 3 del 1996. Ciò significa che, anche nella lettura più prudente del provvedimento, risultano comunque riconosciute le spese di esercizio del mandato e le altre spese e indennità previste per gli assessori, per un importo quantificabile in 9.300 euro mensili netti, pari a 111.600 euro annui netti. Restano invece escluse, nella nomina in questione, altre voci che la disciplina generale dei sottosegretari contempla, come l’indennità di carica e l’indennità di funzione. Non si intende qui mettere in discussione la professionalità del “neo-nominato” Sottosegretario, ma fornire una lettura attinente alla realtà dell’operazione e dei bilanci, legando ciò all’opportunità della nomina di una nuova figura.

Noi del Partito Democratico abbiamo contestato con forza, fin dall’inizio, l’introduzione dei sottosegretari, denunciando costi, opacità, sovrapposizione di ruoli e assenza di benefici concreti per i cittadini calabresi. Abbiamo detto con chiarezza che si sta gonfiando inutilmente la macchina politica regionale e che la Calabria non ha bisogno di nuove postazioni di vertice, ma di risposte su sanità, lavoro, servizi e diritti. Il governo Occhiuto ha già modificato lo Statuto, portando la giunta da 7 a 9 assessori, e ha già introdotto il meccanismo del consigliere supplente, cioè la sostituzione del consigliere nominato assessore con il primo dei non eletti. Dopo tutto questo, aggiungere anche due sottosegretari significa continuare a moltiplicare incarichi e postazioni senza spiegare quale beneficio concreto arriverà ai cittadini. Per questa ragione resta pienamente valida, e anzi oggi risulta ancora più motivata, l’iniziativa comune assunta da tutti i gruppi di opposizione, fondata sul coinvolgimento diretto dei cittadini calabresi, attraverso la promozione di una proposta di legge abrogativa di iniziativa popolare. Si tratta di una battaglia politica e istituzionale contro una norma che continuiamo a ritenere sbagliata, inutile e lontana dalle priorità reali della Calabria.

gruppo pd consiglio regionale calabria (1)
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