COSENZA – TERNANA 1-3
COSENZA (4-2-3-1): Micai, Cimino (D’Orazio), Meroni, Sgarbi, Martino, Calò, Praszelik, Canotto (Forte), Florenzi (Marras), Tutino, Mazzocchi (Voca). All: Caserta. A disposizione: Marson, Rispoli, Fontanarosa, Marras, Forte, D’Orazio, Crespi, Arioli, Zilli, La Vardera, Voca, Zuccon.
TERNANA (3-4-1-2): Iannarilli, Diakite, Sorensen, Lucchesi, Casasola, De Boer (Pyythia), Labojko, Celli (Favasuli), Falletti (Luperini), Distefano (Dionisi), Raimondo. All: BredaA disposizione: Vitali, Brazao, Mantovani, Capuano, Della Salandra, Favasuli, Garau, Dionisi, Pyythia, Luperini, Marginean
ARBITRO Perenzoni di Rovereto. ASSISTENTI Margani di Latina e Bahri di Sassari. IV UOMO Leone di Barletta. VAR Di Bello di Brindisi. AVAR Minelli di Varese.
MARCATORI: 49′ Casasola, 54′ Tutino, 60′ e 68′ Raimondo.
AMMONITI: Celli, De Boer, Florenzi, Sorensen, Favasuli, Marras.
ESPULSI: Calò al minuto 72′.
NOTE: In occasione della fiornata internazionale della disabilità,il calcio di inizio è stato dato da Francesco, uno dei componenti del Cosenza for Special. Giornata nuvolosa con pioggia a tratti, spettatori 4 mila circa (4.169) con buona rappresentanza ospite. Recuperi: 2′ e 5′.
C’era una volta la zona Cosenza, quella di Mazzocchi e Canotto. E c’è ancora, ma al rovescio. I lupi , dopo un buon primo tempo al cospetto della Ternana, si sciolgono nel primo quarto d’ora di ripresa sotto i colpi di Casasola e Raimondo (1-3). E anche quando si illude di avercela fatta (pari di Tutino su rigore) dimostra una incredibile fragilità di squadra. Fragilità già evidente prima dell’ingenuo rosso di Calò al 72′,per qualche parola di troppo al signor Perenzoni e a gara abbondantemente compromessa. La riscossa postb derby dunque non è arrivata, e ora toccherà alla Società e al Ds Gemmi dare un segnale, in un senso o nell’altro, a mister Caserta.
Alla Ternana, apparsa più che modesta nei primi 45′, è bastato spingere con più costrutto (grazie anche all’ingresso di Favasuli) nel momento e nella zona di campo meno amati dai lupi per assestare il colpo salvezza. Trovato il gol con il suo uomo più in forma, quel Casasola ancora molto amato dalle parti del Crati, e incassato l’episodico pari, al resto ci ha pensato il promettente Raimondo con la sua prima doppietta da professionista. La Ternana non vinceva in trasferta da più di un anno.
E tanto basta per delineare i contorni di una sconfitta, per certi versi, ancora più dolorosa di quella del Ceravolo.
FORMAZIONI – Caserta, privo di Viviani e dello squalificato Venturi (dentro Sgarbi), non rischia un Marras recuperato solo al fotofinish. Fuori anche Forte, alle prese tra l’altro con le rogne extracalcistiche (ancora tutte da eppurare e per il quale lo stesso Forte si è detto totalmente estraneo) E così, dietro a c’è Canotto a destra con Mazzocchi (ex) a sinistra e Florenzi sorttopunta del 9 Tutino. Si registra il rientro da titolare di Cimino al posto di un D’Orazio in debito di ossigeno. Confermato il duo Calò- Praszelik in mediana.
Qualche problemino anche per Breda, alla seconda partita in sella alla panchina umbra dopo il punito raccolto contro il Palermo sette giorni fa. Il tecnico bresciano deve infatti rinunciare allo squalificato Corrado e a Favilli, Travaglini e Viviani (Federico), indisponibili. In difesa c’è Sorensen per un Capuano non al meglio. In campo l’amato ex Casasola.
CRONACA – Parte forte il Cosenza che prova a fare volume in area rossoverde, specialmente sulla catena di destra Cimino – Canotto. Al 7′ dal solito corner di Calò da destra stacca Tutino ma la palla sorvola la traversa di Iannarilli, mentre al 10′ è ancora un corner, stavolta da destra, a portare alla rovesciata Florenzi, senza costrutto. Sotto porta è solo Cosenza, molto raccolta invece la Ternana, che si poggia sulle intuizioni, in contropiede, dell’uomo di maggior pregio, Falletti, dal cui piede parte il primo timido tentativo ospite al minuto 15. Al 19′ Cosenza a un soffio dal vantaggio: scappa Tutino a destra, tête-à-tête vincente con Lucchesi, e staffilata che battezza l’ennesimo palo di Gennaro. E sono sette! Al 21′ su una delle rare azioni delle Fere Calò intercetta di mano, ma per Perenzoni e Var è tutto ok. In effetti il braccio del numero 14 è evidentemente attaccato al corpo. Al 25′ è invece il Cosenza a reclamare un tocco di mano di Lucchesi su cross di un dinamico Canotto. Anche stavolta, e giustamente, non è penalty. Sul conseguente corner, stacco di Tutino, palla sporcata da Sgarbi e da un difensore umbro, para Iannarilli, allontana Sorensen. Soffre la Ternana, macina corner, e occasioni, il Cosenza. Ma la rete non arriva. Così come al 27′ copn Iannarilli suepr su Tutino al termine di una mischia furibonda nella quale anche Cimmino e Meroni avevano indirizzato la sfera. Al 31′ pessiam notizia per il Cosenza: nel contrasto Canotto – Falletti, il giocatore di Rossano si ferma, fermato da una fitta probabilmente al flessore. E così inizia una nuova partita, con Caserta che è costretto a inserire Forte, nella settimana per lui forse più compliocata da quando è a Cosenza. Eppure il primo tentativo è più che convincente: controllo e sinistro a far volare Iannarilli. Resterà uno spunto isolato. Nel frattempo la Ternana ha alzato tono e baricentro di manovra, seppur in maniera poco apprezzabile sotto il profilo delle occasioni. Sull’altro lato, uscito Canotto, è emerso qualche imbarazzo da quel lato da parte del generoso Mazzocchi, che però, si sa, non è un centometrista. In compenso, affatto malvagia la prestazione di Cimino, finchè le forze lo hanno assistito. Il primo tempo si conclude con un tiraccio dell’olandese De Boer e timidi applausi a un Cosenza che, sotto l’aspetto dell’impegno, non è mancato. E’ mancato, quello sì, il sigillo mortifero.
Come da previsione, il secondo tempo è inaugurato da un Cosenza che concede qualche pertugio in più alla Ternana, che nel frattempo ha fatto uscire l’ammonito Celli immettendo Favasuli. E puntuale come un orologio svizzero, alla prima azione ben costruita , il Cosenza va sotto. Cross da sinistra di Favasuli, pallone su cui si scaraventa sull’altro fronte Csasola, che di destro fa secco Micai. Solito film, a cui vuole partecipare anche Falletti, che si avvita alla conclusione al 51′: nulla di ececzionale, para Micai. Stavolta però i luipi non vogliono fare da spetattori inermi, e così al minuto 53′ da una respinta difettosa del fin lì ottimo Iannarilli, Fliorenzi si avventa sulla palla e viene steso da Sorensen. Palla a Tutino che si incarica di tranquillizzare compagni e piazza: il Cosenza è vivo, sotto la pioggia. La Ternana operò gioca come nulla fosse, e i lupi dimostrano ancora una volta di non amare il primo quarto d’ora della ripresa. E lo dimostra il giovane Raimondo , che scappa a un Meroni timidissimo e confeziona la contro beffa. Tutto però parte da una spinta di De Boer su Martino, che Vare arbitro decidono, a posteriori, di non sanzionare. Si allunga il Cosenza, che ora va di nervi e decide di tenere Zuccon in panchina, e inserisce invece D’Orazio e Marras. Si accomoda la Ternana, che anzi attorno al 65′ ci prova con Casasola e Falletti. E poi decide di chiuderla, sempre con Raimondo, stavolta su azione da destra di uno scatenato Casasola.
Ancora gol sul proprio out sinistro per il Cosenza. Ancora un palo avverso, ma soprattutto, ancora tanta fragilità nel momento topico. La tanto odaiata “zona Cosenza”. Che da stasera impone più di uno sguardo alle proprie spalle.
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