Martedì 2 febbraio giurerà fedeltà alla costituzione Repubblica italiana Sergio Mattarella, ed intanto il primo pensiero da neo Presidente della Repubblica va la gente e alle loro necessità oggettive
Tanti gli applausi e la “standing ovation” per quel siciliano che sale al colle, e intanto a Palermo si festeggia, dove Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni non riesce a trattenere l’emozione e non appena Sergio Mattarella viene eletto a capo dello stato, non nasconde le lacrime e definisce quel momento “ricco di emozione”.

I giornalisti sono tutti li, davanti casa del nuovo presidente, e non demordono neanche sotto i colpi della pioggia battente, mentre sabato al teatro Politeama, ci sarà un concerto dell’orchestra sinfonica siciliana per festeggiare la proclamazione.
La proclamazione che é dunque avvenuta alla quarta votazione, quando Mattarella, con 665 voti diventa il nuovo Presidente della Repubblica Italiana.
Lui, giudice costituzionale, ex ministro della difesa, è stato il nome sul quale Renzi ha provato – riuscendoci – a far convergere i voti di un ampio numero di votanti, compreso gli indecisi. Ed anche Napolitano stamane aveva sottolineato l’importanza di convergere ampiamente su di lui, per rafforzare il consenso, affinché fosse chiaro che non si fosse preda di tattiche politiche.
Ed è lo stesso Napolitano che dopo aver votato, racconta di conoscere bene Mattarella, definendolo uomo leale e corretto, sensibile nonché competente costituzionalista è simbolo di imparzialità.
Caratteristiche queste, fondamentali per ricoprire il ruolo di capo dello stato.
È stato Pietro Grasso, fino ad oggi “facente funzioni”, a chiamare Mattarella e a congratularsi con lui, dicendogli con emozione e convinzione che “sarà un grande presidente”.
Secondo Enrico Letta questa elezione allungherà la legislatura e aiuterà le riforme.
Alfano poi, dopo aver dato il “contrordine” ai suoi, ha detto sì a Mattarella. Ma i malumori sono venuti subito a galla, tanto che Sacconi ha presentato le dimissioni da presidente dei senatori di NDC. Lui era infatti tra i più convinti a non cedere al candidato del PD.
Fabrizio Cicchitto si era detto convinto di votare per Mattarella augurandosi che possa essere un presidente “super partes”.
Forza Italia aveva annunciato scheda bianca, mentre dell’opposizione M5S, è rimasto sulle sue posizioni anche se in 6 hanno votato per Mattarella, mentre la lega sceglieva ancora Feltri.
Oggi nella quarta chiamata bastavano 505 voti, mentre sulla carta il giudice costituzionale poteva contare su circa 645 consensi.
Dopo la proclamazione nell’aula di Montecitorio, la presidente della camera Laura Boldrini, insieme alla vice presidente, si sono recate da Mattarella per annunciargli l’avvenuta elezione.
Discorso è giuramento alla camera, probabilmente giovedì, con quel rito che dura ormai immutato dal 1948.
Vai al contenuto




