Senatore Occhiuto, perché bisogna votare Sì al referendum sulla città unica?
Perché abbiamo finalmente l’occasione di realizzare ciò di cui si parla da cinquant’anni e che per i giovani, ma non solo per loro, è già realtà. Soprattutto perché possiamo far nascere un capoluogo di oltre centomila abitanti che si porrà tra le prime città del mezzogiorno diventando la seconda della Calabria. Inoltre possiamo attrarre finanziamenti in grado di consentire ai nostri figli di rimanere nella loro città senza dover per forza emograre.
Cosa risponde a chi dice che la fusione porterà i debiti di Cosenza a Rende e a Castrolibero?
Che è come dire che la terra è piatta e che l’uomo non è mai andato sulla luna. Una falsità enorme. Cosenza è in dissesto e sta armonizzando i costi, Rende è in pre-dissesto, Castrolibero è stata in dissesto. Con la città unica avendo servizi comuni i cittadini pagheranno almeno il 30% in meno di Tari. Quelli di Rende, che oggi pagano il doppio dell’acqua rispetto a chi vive a Cosenza, ne risparmieranno altrettanti sul consumo idrico. Le tariffe si abbasseranno. Le imposte (l’aliquota Irpef) rimarranno invariate, perché sono già al massimo allo 0,8%. Chi sostiene queste cose dovrebbe semplicemente vergognarsi delle bugie che dice ai cittadini. Peraltro quando si parla del dissesto di Cosenza bisogna dire la verità e cioè che il 90% dei comuni del sud è nelle stesse situazioni. Milano e Roma hanno miliardi di euro di debiti e si sono salvate dal dissesto come Reggio Calabria semplicemente perché i vari governi nel passato hanno approvato decreti ad hoc per le città metropolitane.
Lei ha evocato il ricordo di Giacomo Mancini…
Se oggi fosse vivo sarebbe il capo dei comitati per il Sì. Perché era un lungimirante che amava Cosenza e la sua area urbana. Quando realizzeremo la città unica ci legheremo all’area sud, quella del Savuto. Mancini e io abbiamo realizzato le grandi opere esistenti a Cosenza: la pavimentazione del centro storico, Piazza Bilotti, il Ponte di Calatrava, il Planetario. Alcune cose che io ho portato avanti erano state indicate da lui. Abbiamo realizzato le grandi infrastrutture di Cosenza che servono a tutta l’area urbana. Negli ultimi vent’anni Cosenza città ha avuto le opere che per decenni sono state ferme.
Perché il sindaco di Castrolibero e alcuni politici rendesi dicono no ?
Me lo chiedo anche io. Orlandino Greco avviò con me il percorso per la città unica, Sandro Principe firmò il Psu con Eva Catizone parlando del percorso di città unica. Sono tutti favorevoli ma non ora. Le stesse cose che si dicevano negli anni settante e ottanta. L’unica spiegazione è che vogliono fare i sindaci di piccole comunità. Sarebbero certamente favorevoli anche al referendum se sapessero di essere loro a guidarle. Ma le grandi cose si fanno a prescindere da chi saranno gli amministratori. Oggi i cittadini hanno l’occasione di abbattere i feudatari e di dire finalmente si a un grande capoluogo che tornerà agli antichi fasti. Basta scrivere Sì domenica 1 dicembre dalle 8 alle 21.

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