Dalle notti storiche agli aperitivi esperienziali: a Facce da Città il racconto di Silvio Scarfò sul futuro del Clubbino
Non solo Arcomagno. C’è un cuore che batte a picco sul mare di San Nicola Arcella da quasi cinquant’anni, e quest’anno si prepara a battere con un ritmo nuovo, più profondo e, soprattutto, “connesso”. Silvio Scarfò, responsabile dello storico locale Il Clubbino, ospite del programma Facce da Città, ha svelato la nuova visione per la stagione 2026: un’esperienza che va oltre la notte per abbracciare la luce del tramonto e le eccellenze del territorio calabrese.
La svolta: aperitivi esperienziali e “village”
A partire da domenica 3 maggio, ogni domenica del mese, il Clubbino aprirà le sue porte dalle ore 17:00 per un format inedito. L’idea è quella di creare un vero e proprio “Village” intorno al locale, trasformando la celebre terrazza in un punto d’incontro tra artigianato, musica e benessere olistico.
“Vogliamo creare una connessione con il pubblico e tra le eccellenze della Calabria”, ha spiegato Scarfò durante l’intervista. Grazie alla collaborazione con esperti del settore, il Clubbino ospiterà artigiani locali di qualità, offrendo loro una vetrina per farsi conoscere e dialogare tra loro. Ma l’esperienza sarà totale: non mancheranno momenti dedicati alla meditazione con le campane tibetane e la presenza di mentalisti, per offrire ai visitatori un “aperitivo esperienziale” che coinvolga tutti i sensi.
Un palco internazionale sul Golfo di Policastro
Se il giorno è dedicato alla connessione umana e alla scoperta dei talenti calabresi, la musica resta la colonna portante dell’identità del Clubbino. Per la stagione alle porte, Scarfò ha annunciato nomi di calibro mondiale: da David Morales, leggenda della musica house, a Peppe Citarella, fino ad artisti provenienti da New York come Carpenter e Owen. Spazio anche alle nuove tendenze con il sound dell’Amapiano, genere che sta spopolando a livello globale.
50 anni di storia e il futuro del “Turismo Lento”
Mentre il mondo delle discoteche vive una crisi di identità, il Clubbino punta sulla sua storia (l’anno prossimo festeggerà il mezzo secolo) e sulla qualità dell’ambiente. “Il mondo della notte è cambiato, ma noi restiamo un punto di riferimento perché offriamo tranquillità e bellezza”. L’apertura pomeridiana mira a coinvolgere anche le famiglie e i giovani, cercando di accendere in questi ultimi una “scintilla” di curiosità verso il lavoro artigiano e la bellezza del proprio territorio.
Il messaggio che emerge dall’intervista è chiaro: in un’epoca post-Covid dominata dalla “sconnessione” dei social, il Clubbino vuole essere il luogo dove le persone tornano a guardarsi in faccia, circondate da un tramonto unico e dalle eccellenze di una terra che, se fa squadra, non ha paura dei confini internazionali.
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