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La politica visita il carcere di Cosenza: verifica sulle condizioni detentive

La possibilità di fare accesso negli istituti di pena, più che un diritto è un dovere dei rappresentanti dei cittadini.

Visita al carcere di Cosenza

Le istituzioni dovrebbero mettere in agenda sempre di più le visite in carcere; solo entrandoci si riesce ad avere, contezza della condizioni delle nostre prigioni e dello stato di salute delle persone ospitate all’interno delle strutture.

L’obiettivo principale dell’amministrazione penitenziaria potrà essere perseguito solo se nei periodi di permanenza in carcere sarà rispettata la dignità della persona, i suoi diritti fondamentali.

Il carcere fa parte della società, non dobbiamo mai dimenticarcene.

In Calabria abbiamo un vantaggio da non trascurare e che dobbiamo cercare di sfruttare al meglio: istituti di pena piccoli e un numero, quindi, contenuto di detenuti, per cui, impegnandoci tutti, è possibile creare ponti tra il dentro e il fuori che accompagnino il detenuto verso una concreta risocializzazione.

La visita d’oggi, durante la quale abbiamo visitato sia l’Alta sicurezza che la Media, ha dato una serie di indicazioni che lasciano ben sperare (ad esempio la presenza di circa 16 detenuti regolarmente iscritti a scuola e presso le accademie) il comparto ed assistenza medica funzionale al numero degli ospiti.

È parimenti necessario segnalare tra le criticità, la presenza dei pannelli di plexiglas apposti all’esterno delle finestre. Le stesse rappresentano un pregiudizio tanto di inverno quanto d’estate, le alte temperature finiscono per rendere disagevole la permanenza all’interno delle celle.

Altra problematica quella dei malati mentali: il carcere di Cosenza è il solo ad avere lo psichiatra, ragion per cui viene individuato come istituto in cui mandare soggetti con disturbi psichici. Non è presente, però, la c.d. articolazione psichiatrica, quindi la gestione di questi detenuti resta assai complessa e manda in affanno il personale tutto.

Sono assai certo anche alla luce della attenzione piena del Governo nazionale e del Decreto Carceri di recente approvazione che le criticità oggi riscontrate potranno trovare presto una pronta risposta.

Queste sono le parole di commento del consigliere Pietro Molinaro, presidente della commissione regionale antindrangheta, all’esito della visita nel carcere di Cosenza, che attualmente ospita 278 detenuti, di cui 144 definitivi.

Ad accompagnarlo il suo collaboratore, l’avvocato Danilo Aloe.

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