Le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa dai consiglieri regionali del Partito Democratico, Franco Iacucci e Mimmo Bevacqua, non mi sorprendono.

Ho il piacere di conoscerli personalmente e nutro una grande stima nei loro confronti, nonostante le divergenze di vedute che ci separano sul tema della fusione tra i Comuni.
Apprezzo profondamente il loro alto senso delle istituzioni e il rispetto che dimostrano verso il popolo e la sua sovranità, un aspetto che ritengo essenziale nel dibattito pubblico. In questo contesto, non posso che compiacermi della loro posizione, che riconosce l’importanza dell’esito referendario.
L’enorme quantità di “no” emersa dal voto rappresenta un dato di primaria rilevanza e non può essere ignorata o superata da manovre politiche. È un risultato che impone a tutti noi di prenderne atto nella sua piena valenza democratica, come espressione chiara della volontà popolare.
Ero certo che il Partito Democratico e i suoi rappresentanti in Consiglio Regionale si sarebbero espressi in questi termini, e considero questa posizione un elemento positivo per l’intera comunità. È evidente, infatti, che il progetto della città unica può essere ripreso, ma deve partire da un metodo diverso, che metta al centro la volontà popolare sancita dal referendum.
Si tratta di ripartire dal basso, coinvolgendo direttamente i Consigli comunali, che rappresentano le comunità interessate da un’eventuale riorganizzazione e riforma territoriale. In questa ottica, credo che il progetto di una città unica non debba limitarsi ai soli tre Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero, ma debba estendersi a un’area più vasta, coinvolgendo anche territori come Montalto Uffugo, naturale continuum del territorio rendese, Mendicino e altri Comuni a nord di Cosenza.
Tale processo dovrebbe iniziare con la condivisione e l’associazione dei servizi, ponendo come obiettivo prioritario la creazione immediata di un’unione di Comuni dotata di un proprio Consiglio e di una propria Giunta. Questo garantirebbe da subito la tutela dei servizi essenziali per i cittadini, rappresentando al contempo un primo passo concreto verso il raggiungimento dell’obiettivo più ampio della città unica.
Ritengo, inoltre, che sia fondamentale attendere che Rende si doti di una nuova rappresentanza istituzionale, attraverso libere elezioni previste per la prossima primavera. Solo con un pieno e democratico coinvolgimento di tutte le parti interessate sarà possibile costruire un progetto solido e condiviso per il futuro della nostra comunità.
Angelo Gangi
-Presidente del Consiglio Comunale di Castrolibero –
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