Giusto un anno fa, a febbraio del 2024, il Presidente Occhiuto annunciava la riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza con il ridimensionamento delle centrali operative da cinque a due. Cosenza per il nord della Calabria e Catanzaro per il resto del territorio, seguendo l’esempio del modello AREU lombardo.

Il tutto, in teoria, nell’ottica della razionalizzazione del sistema, ingegnerizzazione, informatizzazione spinta ed il miglioramento dei servizi, proclamando straordinari incrementi di mezzi di soccorso, automediche, elisoccorso, personale. Senza dimenticare la pomposa presentazione della fantomatica Azienda Zero, che dovrebbe di fatto gestire la sanità calabrese.
Ad oggi cosa abbiamo?
• Azienda Zero è una mega struttura che ricorda più i megadirettori galattici di fantozziana memoria. Una struttura senza personale quindi di fatto inutile.
• Uno dei capisaldi della “rivoluzione” dell’amministrazione regionale era il seguire l’evoluzione tecnologica con una informatizzazione massiccia dei sistemi di gestione. Magnifico! Ma come si concilia tutto questo col fatto che il 42% delle strutture sanitarie calabresi non ha un sistema informatico per tutti i dipartimenti?
• I mezzi di soccorso sono stati aumentati, vero, ma sono fermi nei piazzali per mancanza di personale, tra autisti, infermieri e medici. Solo la provincia di Cosenza ha un deficit di almeno cento medici per le ambulanze.
• Le gare per l’acquisto dei mezzi, spesso, si sono bloccate o i concorsi per il personale, soprattutto autisti, sono finiti nel mirino delle Procure per i soliti favoritismi di amici e parenti che purtroppo ben conosciamo.
• Le unità di personale aggiunte, inoltre, sono spesso stabilizzazioni, quindi non hanno nessun effetto sulle carenze.
• Nell’ultimo mese, in quattro decessi(Praia a mare, Trebisacce, San Giovanni in Fiore e Cariati), il poco tempestivo intervento potrebbe aver influenzato l’esito negativo. Secondo il Ministero un’ambulanza dovrebbe impiegare un tempo medio di 18 minuti, in Calabria la media è circa 30 minuti e Cosenza ha il poco lusinghiero record di 70 minuti. Per carità, le responsabilità non sono, nella stragrande maggioranza dei casi, certo del personale sanitario, che anzi opera in contesti difficilissimi e fa un lavoro che potremmo definire eroico.
• Proviamo ad immaginare cosa accadrà con l’autonomia differenziata. L’armonizzazione legislativa e la centralità delle cabine operative sono essenziali per migliorare l’efficacia delle prestazioni, la tempestività dei trattamenti e la condivisione ed organizzazione dei dati sanitari. Questa legge, se approvata andrà nella direzione opposta, decentralizzando ulteriormente la governance sanitaria ed aggravando le disparità tra le regioni. In ultimo non si può tacere il fatto che tra i numerosi eletti calabresi che hanno votato questo obbrobrio c’è proprio il fratello dell’attuale presidente regionale.
In conclusione, la realtà dei fatti certifica il fallimento di questa amministrazione regionale nella gestione della Sanità ed in particolare del sistema emergenziale calabrese, che da tre anni vive uno dei momenti peggiori della sua storia.
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