“…Mamma mia cosa hai combinato Dario del mio cuore…”.
All’annuncio del miglior testo da parte di Carlo Conti il primo boato arriva dal teatro comunale Gambaro di San Fili.
E poi in tutte le case, nei locali e in quei posti dove gli appassionati della canzone italiana si sono radunati. Sono state giornate bellissime per il cantautore cosentino che dedica la vittoria come miglior testo a sua figlia “Fiammetta e alla mia famiglia”.
Una figlia che ha preso in braccio alla fine della sua esibizione. Un gesto liberatorio dopo una settimana intensa. Ed eccolo l’amore di un padre che è pazzo di gioia.
Brunori anche questa sera sul palco ha dimostrato tutta la sua semplicità ed eleganza. Canta bene, il pubblico l’applaude, il codice per votarlo è il 10. E già da questo numero si è intuito di come la serata potesse andare.
Il numero di Maradona, Platinì, Baggio, il numero dei fuoriclasse.
Dario Brunori ha condotto questa settimana sanremese come un vero fuoriclasse soprattutto fuori dal palco.
La sua comunicazione è stata impeccabile. Ha saputo con garbo mettere in chiaro che il suo mondo, la sua terra è la Calabria. Una regione dove un “ni sicca” diventa un tempo prezioso per poter fare un testo commovente, ma nello stesso tempo pieno di speranza, di vita, di leggerezza.

L’Albero delle Noci è illuminato davanti la sua casa di San Fili.
Quell’albero lo aspetta in silenzio, ma anche lui questa sera sorride alla vita e alla grande storia di un ragazzo che ora si può godere tutto il successo, ma sempre con quella grandissima lentezza che lo ha reso più forte di tutti.
Al suo primo Sanremo Brunori ha fatto centro. E’ sul podio, terzo classificato, ma ha vinto il miglior testo che è tanta roba. La notizia arriva in tarda notte e… Cosenza Post c’è…perché noi siamo il giornale del racconto. Buona vita Dario. E ora divertiti. E’ tutto meritato.
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