Di Anna Maria Ventura
L’evento, organizzato dall’Associazione Ars Enotria, si è inserito nella rassegna “Un Aprile di Libri… e dintorni”, promossa dall’Amministrazione comunale di Cosenza, guidata dal sindaco Franz Caruso.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività del “Patto della Lettura della Città di Cosenza”, un impegno condiviso tra istituzioni, associazioni, editori e operatori culturali per promuovere il libro e la lettura come strumenti di crescita personale e collettiva. Su questo impegno il Sindaco della città dei Bruzi ha puntato con decisione dall’inizio del suo mandato.
«Cosenza è una città che legge, aperta e dinamica», ha detto Franz Caruso, esprimendo grande soddisfazione per il progetto e sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà associative.

«Cosenza si conferma città attenta alla cultura, alla sostenibilità e alla crescita delle nuove generazioni. E Un Aprile di Libri… e dintorni è – ha aggiunto il Sindaco Caruso – il risultato di un lavoro sinergico, oltre con le tante associazioni culturali del territorio, anche con il Museo dei Brettii e degli Enotri e con realtà editoriali della città. Questa rassegna non è solo una celebrazione della lettura, ma una dimostrazione concreta di come la cultura possa diventare un motore di sviluppo e di inclusione».
Il Museo dei Brettii e degli Enotri, ospitando molti degli eventi in programma, si rivela un’importante istituzione culturale che offre una panoramica sulla storia antica della Calabria. Infatti, oltre ad una collezione archeologica permanente, ospita mostre temporanee, concerti e incontri istituzionali, creando un connubio tra archeologia, arte e strumenti didattici innovativi.
La collezione del museo abbraccia un ampio arco cronologico, dai resti ossei del Paleolitico superiore delle grotte di Cirella all’oinophoros di età romano-imperiale del III secolo d.C. proveniente da Cosenza. Tra i reperti più significativi vi sono i corredi funerari della necropoli di Torre Mordillo (Spezzano Albanese), risalenti all’età protostorica, e oggetti provenienti da un luogo di culto extra-urbano in località Cozzo Michelicchio (Corigliano Calabro), databili al periodo coloniale greco.
Al secondo piano del museo è presente una raccolta di documenti e cimeli relativi alla storia risorgimentale di Cosenza, strettamente legata al Complesso di Sant’Agostino, che in passato fu un carcere borbonico. Qui furono detenuti, prima dell’esecuzione nel Vallone di Rovito, i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, figure emblematiche del Risorgimento italiano.
Maria Cerzoso è la direttrice del Museo e ne cura le attività di ricerca, valorizzazione e promozione.
La sua dedizione alla promozione culturale e alla valorizzazione del patrimonio archeologico ha contribuito a rafforzare il ruolo del Museo dei Brettii e degli Enotri come punto di riferimento nella scena culturale calabrese.
Il Museo si trova nel cuore di Cosenza Vecchia, nel quartiere storico della “Massa”, nel suggestivo Complesso Monumentale di Sant’Agostino, Questo edificio cinquecentesco, caratterizzato da un incantevole chiostro su tre livelli con arcate in tufo, offre uno scorcio affascinante della città vecchia.
D’altronde, Cosenza vecchia è un angolo di storia che sembra essersi fermata nel tempo. Passeggiando tra i vicoli stretti e le piazzette, ti sembra di entrare in un altro mondo. Ogni angolo racconta qualcosa, tra i palazzi antichi, le chiese e le vecchie botteghe. La cosa più bella è che, nonostante il passare degli anni, Cosenza vecchia ha mantenuto un’atmosfera autentica e un po’ nostalgica. Ti conquista con la sua calma e la sua bellezza nascosta. Ogni pietra racconta storie di secoli lontani. I vicoli stretti, serpeggiando come fiumi di memoria, ti conducono tra antiche dimore che sembrano custodire segreti di una vita che fu, con le facciate scolpite dal vento e dal sole. Camminare per la città vecchia è un viaggio che conduce ad un altro tempo, dove ogni angolo emana un’armonia quieta e rara. In questo luogo, ogni sguardo è una riflessione sulla bellezza che si cela nei luoghi più dimenticati. Luoghi che non sembrano nemmeno più una città, ma un sogno che vive nella quiete del silenzio, nella profondità della storia e nel ricordo di chi l’ha vissuta.
Cosenza Vecchia e il Museo dei Brettii e degli Enotri sono stati il palcoscenico ideale per la presentazione del libro “Il Cardinale Ruffo e la straordinaria avventura del 1799”, con la partecipazione dello stesso autore Giuseppe Caridi . Ha dialogato con lui Alfredo Focà, Deputato di Storia Patria per la Calabria. Ha porto i saluti Anna Stella Cirigliano, Presidente Ars Enotria APS. Ha moderato Antonietta Cozza, Consigliera Comunale e delegata alla cultura del Comune di Cosenza.
Caridi ha guidato i presenti attraverso i meandri di un’epoca segnata da profondi sconvolgimenti politici, senza cadere né nell’agiografia né nella condanna sommaria. Attraverso un’analisi puntuale delle fonti e una narrazione appassionata ma sempre equilibrata, ha delineato un ritratto vivido del cardinale Fabrizio Ruffo: uomo di Chiesa e, al contempo, abile stratega politico e militare.
Nel suo intervento ha delineato le imprese militari del cardinale e della famosa armata della “Santa Fede”, ma anche le sue abilità diplomatiche e la straordinaria capacità di mobilitare masse popolari in un’azione di resistenza contro l’ondata rivoluzionaria della Repubblica napoletana del 1799. La modernità dell’approccio di Caridi è consistita nel dare voce ad un personaggio spesso ingiustamente relegato ai margini della storiografia ufficiale.
Il dialogo con Alfredo Focà e il dibattito con il pubblico, attento e partecipe, hanno ulteriormente messo in luce la complessità del personaggio e l’importanza di riscoprire figure storiche capaci di sfidare le semplificazioni. L’evento ha confermato ancora una volta come la buona storiografia, oltre a raccontare il passato, aiuti a comprendere meglio il presente.
“Il cardinale Ruffo e la straordinaria avventura del 1799″ è, infatti un’opera che offre un’analisi dettagliata della figura di Fabrizio Ruffo e del suo ruolo nella riconquista del Regno di Napoli contro i Francesi e nella caduta della Repubblica Napoletana del 1799. Il libro si distingue per la sua approfondita ricerca storica e per la capacità di presentare una narrazione coinvolgente degli eventi.
Caridi esplora le diverse interpretazioni storiche riguardanti Ruffo, confrontando le opinioni dei suoi detrattori e sostenitori. Il cardinale viene presentato come un personaggio complesso, la cui impresa militare e politica ha avuto un impatto significativo sulla storia del Mezzogiorno. Nel libro l’autore sottolinea le difficoltà e le tensioni che Ruffo dovette affrontare, sia con la corte borbonica che con gli alleati inglesi, in particolare l’ammiraglio Nelson. Un punto chiave trattato è la clemenza mostrata dal Cardinale verso i repubblicani napoletani, in contrasto con la linea dura adottata dalla monarchia borbonica .
La narrazione segue un ordine cronologico, facilitando la comprensione degli eventi, ed è arricchita da aneddoti e dettagli che rendono la lettura interessante e fondamentale per chiunque sia interessato alla storia del Regno di Napoli e alle vicende della controrivoluzione sanfedista, offrendo una prospettiva equilibrata e documentata su un periodo cruciale della storia italiana.
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