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Vinitaly and the city Sibari Foto Arsac

Vinitaly and the city, è qui la festa?

Ti svegli e cerchi di mettere a fuoco quello che hai vissuto nella notte. Non e’ semplice, sopratutto se sei reduce dal “Vinitaly and the city”.

Non e’ facile perché sintetizzare un evento di tale portata e’ di una difficoltà estrema, sopratutto se hai bevuto qualche calice in più…

Ma scritto questo, proviamoci. E fin dal primo impatto bisogna sottolineare che per accogliere migliaia di persone nel Parco Archeologico di Sibari ci vuole un grande gioco di squadra e tanta buona volontà di chi ha lavorato in questa grande orchestra.

L’aspetto puramente organizzativo l’ha curato l’Arsac con quella piccola grande macchina da guerra che si chiama Fulvia Caligiuri.

Lei, il direttore generale che come una trottola va su e giù, partecipa ad approfondimenti, rilascia interviste e si cura personalmente di ogni cosa. L’altro grande uomo squadra senza se e senza ma e’ l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo.

Diciamo che queste sue figure circondate da uomini e donne di buona volontà e grandi professionisti sono state le figure centrali in queste giornate dove non mancano i brindisi, le degustazioni delle 80 cantine presenti, ma anche gli approfondimenti sul mondo del vino collegato all’imprenditoria e all’associazionismo.

Vinitaly and the city Sibari Foto Arsac
Vinitaly and the city Sibari Foto Arsac

Perché c’è’ un mondo vasto intorno al vino fatto da professionisti del settore che continuamente ricercano la narrazione giusta per mettere il naso fuori da una terra che con la guida di Roberto Occhiuto e’ almeno diventata ambiziosa. E poi c’è’ l’evento, il buon cibo e la musica.

E che musica con la Diretta Club Tropicana su Radio 2 con Giorgio Verdelli e Gianfranco Valenti e con quel DJ SET dal nome di Ema Stokholma che ha spaccato letteralmente.

Perché quando sale lei in consolee l’energia arriva diritta al cuore di un popolo della notte che va via felice solo a tarda notte.

Vinitaly and the city al secondo anno diventa realtà. E bisogna difenderla da chiacchiere, invidia e da cattiverie di piccole persone. La Calabria ambiziosa ha ancora tanta strada da fare.

Ed e’ sempre in salita, ma la strada intrapresa e’ quella giusta.

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