Grandi notizie in arrivo per i giovani del Mezzogiorno: dopo un anno di attesa, Resto al Sud 2.0 diventa realtà. Per 12 mesi gli imprenditori meridionali hanno messo in stand-by i loro progetti, in attesa della firma del decreto attuativo, che è finalmente arrivato. Resto al Sud 2.0 è un’evoluzione del bando Resto al Sud e fornisce un supporto ancora maggiore ai giovani che vogliono lanciare una nuova attività nel meridione. In questo articolo forniamo tutte le informazioni essenziali del bando, raccogliendo notizie fresche dal sito verticale Restoalsudcontributi.it, che all’occorrenza fornisce anche un supporto professionale per presentare la domanda.
Il Ministro del Lavoro Marina Calderone, insieme ai ministri Tommaso Foti e Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto attuativo che di fatto rende effettivo il bando e sblocca le risorse per giovani imprenditori, precisamente 800 milioni di euro.
Resto al Sud 2.0 è destinato alle persone che abitano nelle regioni meridionali, o nelle aree del cratere sismico del Centro Italia. Verranno erogati voucher di avvio fino a 40.000 euro, che possono arrivare fino a 50.000 euro per gli acquisti innovativi e tecnologici. I contributi a fondo perduto invece arrivano al 75% per i programmi fino a 120.000 euro e il 70% per i programmi tra i 120.000 e i 200.000 euro.
I finanziamenti sono destinati ai giovani under 35, in particolari ai NEET, cioè quelle persone che non cercano lavoro e che non studiano, alle donne e ai disoccupati che non lavorano da oltre 12 mesi. Possono presentare domanda anche i destinatari del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) e i percettori di ammortizzatori sociali o dell’assegno di inclusione. La platea di destinatari è composta dalle persone più fragili e che, in genere, fanno maggior fatica ad accedere al mondo del lavoro. Si stima che sono almeno 15.000 i destinatari dei finanziamenti destinati all’autoimpiego, di cui oltre il 65% risiede proprio al Sud.
Definire Resto al Sud 2.0 un semplice finanziamento è però un po’ riduttivo, dal momento che la misura segue a 360° l’imprenditore fornendo percorsi formativi personalizzati, tutoraggio per apprendere nozioni utili nel proprio settore di riferimento e supporto nella fase cruciale della progettazione preliminare e nello sviluppo del business plan. In questo modo aumentano le probabilità che il progetto abbia successo, poiché l’imprenditore viene dotato di tutti gli strumenti essenziali, le conoscenze e le competenze per imporsi nel suo mercato.
Resta un ultimissimo step da compiere: il via libera da parte degli organi di controllo prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Concluso questo iter burocratico, verranno rese note anche le modalità per presentare domanda, con Invitalia che ricoprirà il ruolo di soggetto attuatore delle iniziative. Dopo la pubblicazione del decreto, la stessa Invitalia stabilirà le modalità per presentare le candidature online, i criteri per la valutazione dei progetti, i tempi previsti per l’invio della domanda e le procedure di assegnazione dei finanziamenti.

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