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Il profumo del pane e delle pagine: l’amore per la Calabria nel libro “Ars Enotria”

Di Anna Maria Ventura

Sabato 8 novembre 2025, alle ore 17.00, il Museo del Pane di Cuti, nel comune di Figline Vegliaturo (CS), ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna letteraria “Le Briciole di Libri”, curata dal Museo stesso e promossa dal Panificio Cuti, con il patrocinio dei Comuni di Figline Vegliaturo, Rogliano, Cosenza e dell’Accademia Mediterranea delle Lettere, delle Arti e delle Scienze. L’incontro vedrà la presentazione del volume “Ars Enotria. Un racconto di luoghi, idee, personaggi per conoscere la Calabria (1997-2022)” a cura di Angela Martire, edito da editoriale progetto 2000.

Dopo i saluti di Pina Oliveti, Direttrice del Museo del Pane di Cuti e di Anna Stella Cirigliano, Presidente dell’associazione Ars Enotria APS, dialogheranno con l’autrice Anna Maria Ventura, già Docente di lettere classiche nei licei e socia Ars Enotria e l’Editore Demetrio Guzzardi. Il Museo del Pane di Cuti è un luogo in cui la cultura materiale e quella spirituale si incontrano. Non è solo esposizione, ma spazio che vive grazie all’attività dei forni in funzione e all’uso della sala per conferenze e presentazioni dove l’aroma del pane e la voce della memoria si incontrano.

La storia del panificio, precede quella del museo, comincia nel 1985 nel rione Cuti del comune di Rogliano, quartiere di artigiani, falegnami e fornai, dove nasce il forno dei fondatori legato al territorio della Valle del Savuto. Successivamente l’attività viene trasferita in un capannone nella zona industriale di Piano Lago nel comune di Figline Vegliaturo, mantenendo però la tradizione e il legame con il luogo d’origine. Il museo, invece, vede la sua inaugurazione nel 2018 e nasce come spazio etnografico all’interno dei locali del panificio: qui sono raccolti macchinari e oggetti della civiltà contadina: granaie, trebbia Mansal degli anni ’50, telaio della fine del ’700, attrezzi di falegnameria e calzoleria, con l’intento di raccontare il ciclo dal grano al pane.

Il museo non è solo esposizione di strumenti e oggetti della civiltà contadina, ma spazio vivo, dove avvengono incontri culturali. Mentre il forno continua a sfornare pane, il profumo della farina si diffonde nell’aria. Durante gli incontri letterari della rassegna “Le Briciole di Libri”, questo profumo si mescola a quello delle pagine dei libri, creando una sinestesia unica: mentre le parole si dispiegano e l’inchiostro emana il suo odore lieve, il pane si cuoce nel forno accanto, e le due fragranze si fondono in un unico respiro. È come se il pane, simbolo di vita, di condivisione, di quotidianità, si unisse alla parola, che è nutrimento dell’anima. Questo intreccio di sensi e significati rappresenta il vero genius loci del Museo di Cuti, un luogo dove la memoria diventa esperienza e dove la cultura si impasta con la vita.

In questo luogo ricco di suggestioni e di memoria verrà presentato il libro “Ars Enotria”, di Angela Martire, che racconta venticinque anni di attività dell’associazione Ars Enotria APS, che dal 1997 opera per valorizzare la Calabria attraverso l’arte, la musica e la letteratura. È un’opera a tre dimensioni: quella dei viaggi, quella della musica e quella della parola. Nei viaggi, l’associazione ha esplorato e raccontato i borghi calabresi, quando ancora non si parlava di spopolamento ma già si avvertiva la necessità di riscoprire e far conoscere la bellezza nascosta dei piccoli centri, dei mestieri, delle tradizioni e dei dialetti.

Ogni tappa è stata un incontro con la storia viva del territorio, un modo per restituire voce e dignità ai luoghi e alle persone. Nella seconda dimensione, quella musicale, si riflette l’esperienza dell’orchestra Ars Enotria Ensemble, nata con maestri professionisti, fra i quali Anna Stella Cirigliano alla viola e Rosalba Cirigliano all’arpa, poi evolutasi in un’orchestra intergenerazionale che riunisce maestri e studenti.

I suoi concerti hanno toccato non solo la Calabria ma anche altre regioni d’Italia e diversi Paesi del mondo – Malta, Grecia, Argentina – portando con sé la voce della Calabria nel linguaggio universale della musica. Infine, la terza dimensione è quella artistica letteraria: l’associazione ha organizzato numerosi eventi dedicati alla civiltà greco-latina, alla poesia, alla letteratura classica e moderna, in collaborazione con altre realtà ed associazioni culturali, amministrazioni comunali, pro loco, musei. Queste tre anime, i viaggi, la musica, l’arte in tutte le sue declinazioni, convivono nel libro come in un mosaico di esperienze e di emozioni. Eppure, nonostante la varietà dei temi e la ricchezza delle attività, “Ars Enotria” non è un testo frammentario: la sua unitarietà è data dall’amore, che è il vero filo conduttore del volume.

L’amore di chi lo ha ideato e scritto, Angela Martire, si manifesta in ogni pagina: amore per l’associazione e per le persone che la animano, amore per la Calabria e i suoi luoghi, per la cultura, per la bellezza, per l’arte in tutte le sue forme. È un amore che diventa linguaggio, che attraversa i racconti dei viaggi e le descrizioni dei borghi, che vibra nei concerti e nelle parole dei testi letterari, e che si traduce esso stesso in arte. Perché “Ars Enotria” non è soltanto un libro che parla d’arte: è un libro che è arte, per la grazia con cui le parole sanno farsi immagine, per la capacità di evocare sentimenti e di far rivivere emozioni.

In questa prospettiva, la presentazione del volume al Museo del Pane di Cuti acquista un valore simbolico: in un luogo dove la farina diventa pane e il pane diventa memoria, un libro come questo si offre come pane spirituale, nutrimento dell’anima. E mentre il profumo del pane si diffonderà nella sala, mescolandosi a quello delle pagine appena sfogliate, si avrà la sensazione che la cultura, come un lievito, continui a crescere silenziosamente, alimentata dall’amore e dal tempo. Pane, parola e memoria.

Si incontreranno nel medesimo spazio e, mentre si parlerà di musica, di letteratura e di viaggi, il forno accanto continuerà a lavorare: l’odore del pane si mescolerà davvero con quello delle pagine del libro.

È questo, forse, il vero genius loci di Cuti: un luogo dove il passato dialoga con il presente, dove la cultura non è astratta ma quotidiana, fatta di gesti, parole, suoni, profumi.

Un luogo che sa unire le briciole di pane alle briciole di libri, perché entrambe sono nutrimento, entrambe parlano di vita.

libro “Ars Enotria”
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