Banner Conad

Suicidio Giusti, Il suo avvocato parla di accanimento giudiziario

Giancarlo Giusti si è suicidato ieri, nella sua casa di Montepaone dove stava scontando gli arresti domiciliari, ed oggi il suo legale parla di accanimento giudiziario nei suoi confronti

Parla l’avvocato Geppo Femia, legale di Giusti, alimentando polemiche e dubbi sull’inchiesta, e lanciando una provocazione circa “quel reato estremamente grave presente nel Codice, e che si chiama istigazione al suicidio, e che si presta ad una difficile dimostrazione”.

Giancarlo GIusti
Giancarlo GIusti

Per lui, infatti, c’è stato un vero e proprio accanimento giudiziario, nei confronti di Giancarlo Giusti, ex Gip del tribunale di Palmi, suicidatosi pochi giorni dopo la sentenza della Cassazione che l’aveva condannato per aver avuto rapporti con presunti esponenti dell’ndrangheta.

L’avvocato Femia, sostiene che il suo cliente si sia ucciso per dimostrare la sua innocenza, e non per vergogna.

Racconta poi le sue parole a Giusti, a seguito del giudizio della cassazione. “Gli dissi, tu puoi avere qualunque rapporto con Lampada, puoi aver concordato di fare tutto quello che ti pare, per chissà quanti milioni, ma da queste carte tu per me sei innocente”.

Sosteneva inoltre, l’avvocato Fermia – parlando del dialogo avvenuto con il suo cliente in occasione del verdetto della cassazione – che non ci fosse una corrispondenza tra le accuse e quanto fatto da Giusti, seppur a suo dire, certamente censurabile dal punto di vista deontologico.

Condividi questo contenuto